lunedì 26 maggio 2014

Il taccuino di Marilea: C'era una volta Grace Kelly

Mantenere l'ordine a casa, educare i bambini, assicurargli la propria presenza, fare la spesa, gestire gli affari domestici e non rifiutare a nessuno braccia calde, orecchie pazienti e parole comprensive. Non è proprio la favola che tutte le donne sognano di vivere. 
Nell’ultimo secolo la donna ha guadagnato terreno in ambito professionale, arrivando a coprire cariche e ruoli importanti, cosicché la casa non è rimasta la sua unica priorità. E questo è stato un passo in avanti per l’intera umanità, visto e considerato che ogni essere umano ha il diritto di esplicare le proprie potenzialità senza alcun vincolo legale o pre-concettuale. Tuttavia rimane il solito dilemma che getta un'ombra di sospetto sulla possibilità di perseguire una propria carriera professionale e compiere correttamente il proprio dovere di mamma e moglie, tutto insieme, senza sottrarre energie all'una o all'altra cosa. È chiaro, si può essere donna 12 ore al lavoro, restando moglie e mamma per tutto il giorno, ma questo quanto può essere faticoso? Qualcuno ci riesce bene, qualcuno non proprio, in tutti i casi lo sforzo rimane significativo. E per questo qualcuno ci rinuncia, con non meno sacrificio, scegliendo di dedicarsi esclusivamente agli affari domestici. Quel che importa è che qualsiasi decisione sia frutto di una valutazione incondizionata e che nessuno sia vittima di pregiudizi maschilisti ormai has been. Il compromesso si batte con la libera scelta personale. E la donna oggi è finalmente libera di scegliere. Vi presentiamo il caso tanto discusso di una donna eccezionale, Grace Patricia Kelly, penultima principessa di Monaco, in carica dal 1956 al 1982, e protagonista del nuovo film di Olivier Dahan, dal 15 maggio al cinema.




Figlia di un imprenditore di Philadelphia, arricchitosi grazie all'attività commerciale, la piccola Grace aveva mostrato fin da giovane un interesse per lo spettacolo, sebbene la sua famiglia le fosse avversa; dalla sua parte, bellezza e carattere. A 22 anni aveva debuttato prima come indossatrice e poi come attrice minore in diversi film. Dopo soli due anni era arrivata la prima nomination all’Oscar per il titolo di migliore attrice non protagonista. Alfred Hitchcock poi, l’aveva scelta come protagonista per i suoi film, convertendola in una vera e propria musa ispiratrice per i suoi soggetti: diventò subito la sua amata "Glace", donna di ghiaccio, impenetrabile ma irresistibile, perfetta per le sue trame. Hitch l’aveva portata a Monaco per girare l’ennesimo film insieme, e la trasferta era stata fatale: durante un servizio fotografico al Palazzo dei Principi, Miss Kelly aveva conosciuto Henri Grimaldi, meglio noto come Ranieni III principe di Monaco. Probabilmente quando girò la parte di principessa nel film Il cigno (1956), si entusiasmò parecchio, tanto da voler continuare ad interpretarne il ruolo per tutta la vita: e così Grace accettò di farsi corteggiare dal principe Ranieri, concedendogli la sua mano il 18 aprile del 1956. Da quel momento in poi divenne Sua Altezza Serenissima Grace Patricia Kelly Principessa di Monaco. 
Si sa, nella vita è possibile recitare un ruolo alla volta, e quello di principessa non faceva eccezioni. Il titolo non lasciava spazio a maschere e copioni, né il nuovo marito era disposto a vedere la sua bella mogliettina sugli schermi di mezzo mondo in costumi che non fossero abiti regali. Hollywood dovette salutare una delle stelle più celebri e seducenti, senza riuscire mai a rassegnarsi. La principessa Grace infatti continuò a ricevere copioni da diversi registi, primo fra tutti dal suo affezionato Hitch, ma dovette sempre suo malgrado rifiutare. Quando fu quasi convinta di risalire sul palco, i suoi sudditi e la casa reale le sbarrarono la strada, relegandola al camino famigliare. Dopo un breve periodo di depressione, la principessa riprese forza e coscienza, accettò di assumersi i doveri che la nuova posizione le imponeva e si impegnò per affrontare la nuova parte con determinazione, senza mai perdere l'eleganza e il fascino della vecchia diva di Hollywood. Dal matrimonio con Ranieri nacquero tre bambini Carolina, Alberto (attuale Principe) e Stefania. La famiglia crebbe forte e unita, potenziata dal forte sentimento religioso e dalla buona educazione che Grace fu attenta a coltivare. 




Il 13 settembre 1982 la principessa aveva sistemato diversi bagagli nel cofano della sua Rover 3500S ed un abito sui sedili posteriori, affinché non si sciupasse; era l'abito che avrebbe indossato quella sera, ad un ricevimento organizzato a Palazzo Grimaldi. Dato che la macchina era occupata decise di guidare lei, portando con se solo la piccola Stefania. Aveva lasciato villa Roc Agel, residenza estiva, ed era diretta a Palazzo; aveva fatto qualche chilometro, quando  in corrispondenza del tornante detto Coude du diable, perse il controllo della vettura e precipitò in uno strapiombo di 50 metri. Dopodichè la morte. Solo la bambina si salvò, riportando gravi ferite. La principessa Grace aveva avuto un’emorragia cerebrale, aveva detto l’autopsia. Proprio poco tempo prima di morire, aveva cominciato a lavorare per un nuovo film, il primo dopo ventisei anni di assenza dalle scene. 

A distanza di trentadue anni dalla sua morte, Grace Kelly riappare sui riflettori cinematografici, interpretata da una meravigliosa Nicole Kidman, in un film diretto da Olivier Dahan. Sullo schermo non tutta la sua vita, ma solo il periodo successivo al matrimonio, quello della crisi che la vide costretta a dover scegliere tra il cinema e il nuovo regno. Perseguire la propria carriera, quella che gli aveva procurato così tanto successo, o dedicarsi ai valori importanti della famiglia e all'amore coniugale. La donna patì parecchio la nostalgia da set e l’ ansia da prigionia in quel principato così lontano dall'America. Da figura passionale e autonoma quale era stata, nel nuovo palazzo si era trovata a dar conto a grandi cariche e istitutori. Doveva esibire una certa andatura, vestirsi con una certa eleganza, mostrare creanza e clemenza. Come poteva essere facile per lei che era un’americana, ex diva di Hollywood, famosa per la sua sensualità, assetata di vita e poco malleabile alle forme? Le forme, avrebbero creato una bara per il suo spirito. Eppure la principessa Kelly riuscì a trovare il giusto compromesso tra vita e forma. 
Si era sforzata parecchio, ma in compenso guadagnò più gloria che mai. Riuscì a diventare una degna sovrana amata dai suoi sudditi, una mamma affettuosa ed esemplare per i suoi figli, una donna di classe e caritatevole per tutto il mondo. E non vale nemmeno far cenno alle lunghe liste di amanti e compagni di letto, attribuitigli dalle male voci. Certo aveva avuto numerosi flirt sul set, ma poi con il matrimonio aveva rinunciato a tutto e quale altro sentimento può spiegare il suo gesto se non un amore puro e vero? Grace Kelly superò con intraprendenza le infelicità di donna matura, conservando senso dell’umorismo, fascino e bellezza, ma soprattutto confermandosi la Lady di ferro che era sempre stata. Era sempre quella che il maestro del brivido aveva definito un “ghiaccio bollente”, dando avvio ad un nuovo prototipo di donna distaccata all’apparenza, ma seducente e tutta da scoprire. Era splendida Grace. Aveva un carnato perlaceo, una chioma bionda morbida e raccolta, occhi chiari e una silhouette filiforme. Contrariamente alla malvagità seducente interpretata nei film di Hitchcock, nella vita reale Grace mostrò buon cuore, attraverso molte opere di beneficenza e gesti clementi. 
Grace Kelly, diva di Hollywood e nuova principessa di Monaco, riuscì ad interpretare il ruolo più impegnativo che la vita le avrebbe potuto offrire: quello di mamma, moglie e principessa.


Naturalmente i reali di casa Monaco non hanno tanto gradito la trama del film, giudicandolo lontano dalla verità per l’immagine che se ne da del defunto principe Ranieri e per la falsità di alcuni fatti storici. A parte che per l'eccezionale interpretazione della bella Nicole, lo guardiamo perché rappresenta la classica storia d’amore strappa lacrime, messa in salvo da una donna determinata e passionale. Ma la scena che vogliamo ricordarci di Grace, non appartiene alle pellicole dei film che ha interpretato, né a quelle che dedicheranno alla sua vita. La scena di Grace che vogliamo mantenere impressa nella nostra memoria, è quella del suo matrimonio, quando, splendida come non mai, nel suo abito in taffetà e pizzo Valenciennes, attraversò il corridoio centrale della cattedrale di Monaco e giunse all’altare, per giurare amore eterno al suo principe azzurro. E questo perché è così che finisce una favola. E la sua lo è stata davvero. 


Vi lascio con la scena finale del film di Olivier Dahan. Buona visione! 


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