lunedì 12 maggio 2014

Il Taccuino di Marilea: Quando si dice che ogni libro è un nuovo viaggio

Ci sono i tascabili, le versioni ridotte, la collana Harmony e la serie di Geronimo Stilton a consolare il popolo di lettori squattrinati. Ma si sa, le consolazioni rimangono pur sempre consolazioni che possono consolare solamente chi si lascia consolare (prometto di non usare la parola consolazione e derivati fino a fine articolo!). Ogni libro ha il suo perché, certamente, come ogni lettore ha il suo genere preferito e per carità, tutti i generi hanno un proprio valore intrinseco. Ma se qualcuno volesse cibarsi (usiamo pure un termine colto) di una lettura un po' più “impegnata” e didattica, come potrebbe fare? Voglio dire, se acculturarsi è un diritto-dovere, ditemi voi, chi al giorno d’oggi può farlo acquistando con frequenza libri che non siano favolette o romanzi rosa? Le persone facoltose, probabilmente, che oggi ahimè scarseggiano! È vero, ci sono le biblioteche, almeno una in ogni paese, veri e propri baluardi per ogni comune, ma permettetemi di dirlo, quanto sono sufficientemente aggiornate? Stanno lì, ad esibire i loro volumi antiquati di storia e tradizione, campanilismo e passatismo, che onestamente non fanno gola a nessuno.
E anche lì dove comparisse una collana dei grandi classici, ecco che il pensiero di dover trattare con bibliotecari tanto saccenti quanto incompetenti ci riduce alla disfattismo. Non me ne vogliate, ma è così. E poi c’è gente che ci dice: “I libri, bisogna comprarli e conservarli, di modo da poterli sfogliare tutte le volte che ci viene voglia di riscoprire il loro grande valore!”. Eh sì, peccato che nella lista delle spese necessarie a cui oggi dobbiamo strettamente attenerci, spesso un posto per la voce “libro”, non riusciamo a trovarlo! Al primo posto ci stanno i viveri, seguiti dalle spese necessarie (bollette, libri universitari, benzina o abbonamenti a mezzi di trasporto...), poi dal vestiario (con tutti i must-have che ci impone) e infine dai bisogni “ricreativi” dello spirito (il cinema, la discoteca, gli accessori, l’orsacchiotto Trudy, la lampada Ikea...). Insomma, si potrebbe pure pensare di spendere ogni tanto qualche spicciolo per un libro, ma a ben guardare quanto diamine costano! Se parliamo di un best-seller o di un'ultima uscita, non meno di 15€. Roba che da H&M ti compri alla stessa cifra T-shirt, gonna e pochette (e magari viene fuori anche un lucida labbra!). E vedrai se la maggioranza non si lascia tentare da un’effimera vetrina H&M (effimera perché la cambiano ogni 4 giorni) piuttosto che da uno scaffale Feltrinelli! Poveri mortali...

Ma ora immaginate di fare una passeggiata, mettiamo in via Amerigo Vespucci, la via che costeggia l'Arno; immaginate di fermarvi in piazza Ognissanti, di sedervi su una di quelle sedute circolari che si trovano lì e di trovare accanto a voi un libro. Credete non sia possibile? Bene, vi sbagliate di grosso! Non sapete che potenzialmente c’è un libro in agguato ovunque e questo grazie ad un'iniziativa internazionale che si chiama  Bookcrossing (in italiano giralibri, liberalibri, libri lberi, libri in libertà). Essa consiste nel lasciare un libro che si è letto e particolarmente gradito, in un posto qualsiasi, in modo che un’altra persona, una qualsiasi intendo, possa trovarlo, leggerlo e abbandonarlo nuovamente ad un altro ignoto passante che farà lo stesso. Un passaggio di patata bollente, ma che dico, un passaggio di sapere e piacere, un vero e proprio gesto d’amore verso il prossimo, poiché si tratta di condividere gratuitamente un bene con degli estranei.

La pratica fu lanciata dal filosofo greco Teofrasto quando con animo generoso affidò alle onde del mare dei volumi chiusi in bottiglia, affinché trovassero nuovi lettori; ma fu solo nel XX secolo che si attivarono diversi progetti di “liberazione dei libri” da parte di soggetti diversi. Oggi questa pratica si avvale di un sito (www.bookcrossing.com) che permette di assegnare un codice identificativo al libro che si sceglie di “abbandonare” di modo che chi lo trova possa aggiornarne la posizione. E vedreste che viaggi! Ci sono libri che seguono dei percorsi impensabili. La registrazione al sito e l’assegnazione del codice è gratuita. Naturalmente oltre ad un codice (chiamato BCID) il libro viaggiatore è dotato anche di un “libretto di istruzioni” nel caso il nuovo possessore non conoscesse le regole “gioco”. Ogni lettore è invitato ad andare sul sito per aggiornare il percorso del libro ed eventualmente inserire commenti, critiche o impressioni post-lettura. Ed ecco che ogni libro registrato, presenta un profilo recante il percorso effettuato e le recensioni raccolte. Nel corso del tempo l’entusiasmo da parte dei lettori si è fatto così alto da spingerli a creare spazi di condivisione sul web (blog, forum, chat...). Accanto al sito ufficiale sono fioriti inoltre i “Bookcrossing Zones” cioè siti specifici per ogni Paese, regione o città. Molte di queste community si danno appuntamenti regolari per conoscersi e condividere il piacere della lettura. In Italia il sito bookcrossing referente è www.bookcrossing-italy.com ma ce ne sono altri per diverse città. 

Quello che più ci piace di questa iniziativa è la possibilità di concepire il libro come una ricchezza da offrire senza interessi. Ogni libro con codice BCID rappresenta infatti la scelta del suo primo lettore di mettere in circolazione una lettura che per lui è stata particolarmente significativa, il gesto quindi di offrire un bene che possa dare benefici anche ad altri. Il libro nella sua essenza diventa patrimonio di tutti i lettori perché se è vero che la cultura è un bene, è ancor più vero che è un bene comune condivisibile. Questo è l'eccezionale valore racchiuso nella pratica Bookcrossing.


Insomma ragazzi, come vedete uno spazio per la cultura lo si trova sempre! Perché non prendete parte all’iniziativa richiedendo un codice per il vostro libro preferito? Magari potrete trovarne un altro quando meno ve l’aspettate! Io ne ho trovato uno un anno fa, mentre ero sul treno di ritorno da Genova. Era Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie. Una scelta spregiudicata quella di lasciare su un treno il giallo di un omicidio sceneggiato proprio... su un treno! Evidentemente il caro lettore voleva condividere qualcosa di più del piacere della lettura, ad esempio... il terrore!

Immagine tratta dal film Assassinio sull'Orient Express (1974).
Appuntamento alla prossima settimana, buona caccia al tesoro e buona lettura!

Marilea

2 commenti:

  1. Conoscevo l'iniziativa, ma non ho mai provato, forse perché mi affeziono ai libri e mi dispiacerebbe lasciarli andare (é un po' da egoisti, lo so!), però sarebbe interessante provare!
    L'articolo come sempre perfetto, bravà! <3

    RispondiElimina
  2. Potresti cominciare con Sense and Sensibility... Ma temo che il giro potrebbe arrestarsi prima di cominciare! Grazie mille! :)

    RispondiElimina