lunedì 23 giugno 2014

Il Taccuino di Marilea, Intervista al fashion blogger Cristiano Rinaldi

Occhi dolci, sorriso aperto, stile inconfondibile: Cristiano Rinaldi è uno di quelli che quando indossa un capo è come se indossasse una seconda pelle visto che riesce a sfoggiare qualsiasi cosa con estrema naturalezza e disinvoltura. Lui, ha una bellezza innocente, capace di attrarre senza nulla chiedere, e poi ha gusto. Eccentrico al punto giusto ed elegante al punto giusto. E siccome i vestiti vanno riempiti anche di personalità, il suo carattere garbato e simpatico lo rende amabile da tutti i punti di vista. Un vero bijoux! Noi dell’Aspirante Biondo l’abbiamo conosciuto al party di presentazione di FlorenceStreets e l’abbiamo intervistato il giorno dopo nello stesso forno davanti una bibita, fresca come il suo stile. La mia sensazione davanti a lui è stata come voler succhiare da una cannuccia quanto più succo possibile tanto mi è sembrato un ragazzo interessante e brillante.


Sì perché con lui successo non fa rima con scalata ma con talento, dato che è stato il talento a portarlo al centro del palco a partire da quando era giovanissimo. Cristiano Rinaldi debutta a 14 anni organizzando sfilate con la città di Pescara, coinvolgendo le migliori boutiques della città e portando in passerella capi di brand illustri come Valentino e Gucci. Questo primo ingresso all’interno della vita mondana pescarese, gli permette di farsi conoscere negli ambienti più “in” e di sviluppare eccellenti abilità organizzative.
 A 16 anni propone ad una trasmissione locale collegata su Sky di presentare una piccola rubrica dal titolo G-star, ed è subito sì. Cristiano scrive il format e il copione e compare sullo schermo per presentare i giovani talenti della sua città. “È stata una mia idea e ne vado molto fiero dato che siamo partiti da Pascara e siamo arrivati a Firenze con un’intervista a Luisa Panconari di Luisa Via Roma” confessa soddisfatto il nostro Rinaldi. Anche perché il seguito è stata una vera e propria escalation verso il successo che parte con il blog Pescara Love Fashion con cui Cristiano collabora tutt’oggi e approda al progetto Yes I Am.

Com’è nato Yes I Am?
È nato da un’idea mia e del mio fotografo Johan Anastasiadis. All’inizio l’avevamo concepito come un bigliettino da visita per lanciarci e farci conoscere, poi il progetto è cresciuto in popolarità più di quanto noi ci aspettassimo e da lì abbiamo cominciato ad investirci di più. 

Cos’è che rende preferibile una cover Yes I Am rispetto a quella di altri brand anche più famosi? Basti pensare a Moschino che ultimamente lancia cover per cellulari super estrose e ultra chic...
I sogni. Dietro una cover Yes I Am ci sono i sogni di tanti ragazzi che credono in questo progetto e fanno di tutto per portarlo avanti. Sto parlando di me, di Johan, ma anche di Giulia Parigi di julialovesart che si è occupata delle pubbliche relazioni e di Alberto Chessa che ha collaborato nell’organizzazione dell’evento di oggi. Siamo una catena di montaggio, ognuno di noi spende il suo tempo e da il meglio di se perché crede in un sogno. Dietro Yes I Am non c’è un interesse di guadagno. C’è solo passione.

Oltre alla cover, avete già pensato ad un altro prodotto da lanciare in futuro?
La cover è un oggetto semplice e piccolo ma abbastanza usato dai giovani, e come tale ci è servita per farci conoscere. Successivamente si era pensato di proporre una linea di T-Shirt ma abbiamo abbandonato subito l’idea perché si tratta di un prodotto stravenduto. Così si siamo orientati sul costume. Prima di lanciare un prodotto faccio molto studio di mercato. Cerco di non essere troppo avventato, il campo della moda è tanto vasto quanto frequentato e se non si è originali si rischia di cadere nell’anonimato. Per questo mi preoccupo soprattutto di creare un prodotto che non c’è. Si sa che il costume da bagno maschile è un articolo poco curato dalle case di moda, lo si trova generalmente a tinta unita e con modelli poco elaborati. I pochi marchi che hanno presentato costumi da bagno maschili particolari, hanno dei prezzi poco accessibili, basti pensare a Dsquared, Prada o Burlon. Ecco che Yes I Am risolve la questione proponendo costumi di alta qualità ma a prezzi modesti, così da poter soddisfare un po' tutti. Il riscontro infatti è stato subito positivo. Abbiamo spedito i nostri costumi in Sardegna, Spagna e altri posti ancora. Questo dimostra il fatto che lo studio che c’è dietro i nostri prodotti è davvero fondamentale.


Abbiamo letto un pò delle tue interviste e abbiamo trovato che tutte ruotano intorno ad un elemento che deve essere molto importante per te: la creatività. Tu come definisci la creatività?
Sicuramente si tratta di un concetto molto astratto e spazioso. Personalmente non mi reputo un creativo ma nella mia vita e per il lavoro che faccio ho conosciuto molte persone eccezionalmente creative, da cui ho potuto imparare tanto. Mia nonna mi diceva sempre: “Quando vai, ruba con gli occhi”. Voleva dire che è sempre possibile cogliere qualcosa dagli altri e rielaborarla rendendola propria. Ognuno di noi è fonte di arricchimento per l’altro. Per me la creatività è proprio questo: saper cogliere e revisionare, rimodellare e personalizzare secondo quelli che sono i nostri gusti, i nostri bisogni, i nostri caratteri. Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma, per usare una massima. Il creativo è colui che trasforma dopo aver colto la vera essenza.

Vorremmo concludere l’intervista con due domande un pò più personali, perché noi dell’Aspirante biondo siamo molto sensibili ai sentimenti di chi intervistiamo. Un po' come te che sei un ragazzo dolcissimo e affettuoso. Abbiamo conosciuto il tuo fotografo nonché collaboratore nel progetto Yes I Am, Johan Anastasiadis e ci è sembrato un ragazzo geniale. La nostra prima domanda è: com’è lavorare con Johan Anastasiadis?
Io e Johan ci sentiamo quasi una persona sola, anzi un “treppiedi” visto che siamo abbastanza consapevoli che se venisse meno la gamba di uno, crollerebbe tutto. Lavoriamo in maniera complementare e paritaria. Lui crea e traduce le mie idee, per cui senza il suo talento non potrei sussistere da solo. Gli sono molto affezionato e ho molta fiducia in lui.

Pescara è la città da cui sei partito e che ti ha aperto le porte della popolarità. Ora sei conosciuto in tutta Italia e per questo sei sempre in giro, soprattutto tra Milano e Firenze. La seconda e ultima domanda è: quanto sei legato alla tua città e come vivi la necessità di doverti continuamente spostare?
Vorrei specificare subito una cosa: Pescara è la mia città ma Firenze è il mio cuore. Frequento la città viola da quando avevo dieci anni, sono particolarmente legata all’evento Pitti a cui sono stato sempre presente e continuo a tornarci ogni volta con estremo piacere. Certamente Pescara è stata la mia culla e non potrò mai sostituirla con nessun altro posto. Ma sono anche consapevole che rimanendo qui non avrei la possibilità di far crescere il mio lavoro. Basti pensare a questo mio ultimo progetto: sono riuscito ad ottenere un solo punto vendita nella mia città. Attualmente mi sento costretto a viaggiare, peraltro senza nemmeno troppa sofferenza, dato che altrove il mio brand ha raggiunto picchi di vendita piuttosto alti. Torno a Pescara per trascorrere un po' di tempo con la mia famiglia, il mio amore e i miei amici. Devo accontentarmi di questo per mantenere il contatto con la mia terra. Per adesso va bene così.


Con quest’ultima domanda Cristiano Rinaldi ci lascia per andare ad aprire l’evento di presentazione della sua linea nella boutique fiorentina Mulas in via Gian Paolo Orsini. I suoi costumi sono davvero stupendi, compreso l'ultimo modello con la fantasia Emoticon colorata e frizzante nata dalla collaborazione con Alberto Chessa. Ma questa è un’altra storia e per conoscerla non perdetevi l’articolo di mercoledì qui su L’Aspirante Biondo.

Stay Tuned! 


Per richiedere la tua iPhone Cover o il tuo Swimsuit Yes I Am visita il 
sito: http://www.yesiam.bigcartel.com/ o vai sulla pagina Instagram: @yesiamcover 
Si ringrazia Julialovesart per la collaborazione

Nessun commento:

Posta un commento