lunedì 2 giugno 2014

Il Taccuino di Marilea: Quando la moda diventa un'arte: Julialovesart

Se dividiamo la popolazione femminile per tre vediamo che un terzo di essa ne possiede uno, un altro terzo li segue, l’ultimo terzo li critica...ma li visita lo stesso per tenersi aggiornato! Di cosa stiamo parlando? Dei fashion blog, l’ultima tendenza del mondo femminile, e non solo! Oramai la moda non si segue in passerella, né in televisione ma sulle pagine di Facebook, sui blog o su Instagram, e questo perché le ragazze si sono stancate di fare provini o lunghe file d’attesa nelle agenzie di moda; la popolarità se la cercano da sole attraverso gli strumenti che possiedono: macchina fotografica, cellulare e pc! Tutto comincia con qualche scatto agli ultimi acquisti, poi si azzarda qualche foto davanti lo specchio finché si trovano le giuste pose per esibirsi in perfetto stile “copertina Vogue”; naturalmente i “mi piace” sul web lievitano e magari arriva da parte di un brand ignoto la proposta di fargli pubblicità indossando i suoi modelli, che in cambio possono entrare direttamente nell’armadio. Le più fotogeniche (mettiamola così!) arrivano persino ad attirare  le grandi case di moda e passano direttamente sulle pagine dei giornali più chic. Ed ecco perché riviste come Marie Claire o Vanity Fair quando ci presentano le ultime tendenze non portano più come esempio gli outfit dei vip,  ma quello delle fashion blogger più famose!

Eccole posare con invidiabile charme ed estrema disinvoltura di donne che “si fanno” da sole... e come darle torto! Unici requisiti: bellezza e buon gusto. Altro che fallocrazia! La donna dimostra di avere ben altre doti per imporsi sulle scene e per far cadere ai suoi piedi tutti questi galletti con la cresta gelatinata. Ma su questo concetto interviene la cricca delle malelingue che giudica vano e frivolo tutto questo apparire. È possibile passare ogni minuto di ogni giornata della settimana che Dio ha creato, fornendo aggiornamenti su cosa si fa, dove si è, con chi si è, cosa si indossa, eccetera eccetera...? Bé in effetti è un po' inconcepibile! Ma se si vuole guardare fino in fondo alle cose, frivolo non è chi fa una cosa del genere, ma chi la giudica senza cogliere il messaggio che spesso queste ragazze cercano di esprimere. Oltre il puro e semplice vezzo di apparire, oltre le pose e gli scatti, questo impegno quotidiano è il prodotto di una vera e propria passione. Da che mondo è mondo la moda è sempre esistita ed ogni fashion blogger non fa che celebrarla e glorificarla proponendo idee, accostamenti, rifacimenti... l’immagine e il proprio corpo sono solamente un veicolo per farlo.  Ce lo spiega Giulia Parigi, ideatrice del fashion blog Julialovesart.




Perché una ragazza decide di creare un fashion blog?
Ci sono molti motivi: c’è chi lo fa per svago, chi per mettersi in mostra, ma c’è anche chi lo fa per passione. Basta fare un giro sui social network per rendersi conto che tutti hanno una foto davanti lo specchio con un abito nuovo. Mostrarsi al pubblico è diventata una prassi ma farlo per un motivo preciso è tutta un’altra cosa. Personalmente quello che apprezzo in un fashion blog  è il buon gusto e il messaggio che intende trasmettere. Un messaggio che va oltre l’apparenza estetica. Penso che sia questo in fondo il motivo per cui si dovrebbe creare un fashion blog.

Come è nata l’idea di Julialovesart?
È nata per caso! Mi è sempre piaciuto scrivere, soprattutto scrivere di moda. Poi l’anno scorso, seguendo la settimana della moda, mi sono a tal punto appassionata da decidere di avvicinarmi ancora di più a questo mondo, e il blog mi è sembrato il mezzo più giusto per farlo dato che mi permetteva di aprire uno spazio personale su una piazza molto frequentata. Ho cominciato a pubblicare commenti di sfilate e opinioni sulle nuove collezioni e da li si è sviluppato tutto velocemente: ho ricevuto richieste di collaborazione, proposte da parte di aziende per pubblicizzare i loro capi o anche per organizzare eventi. Il blog da cui sono partita si è trasformato in un vero e proprio lavoro, che non significa per me solamente sfoggiare abiti, ma soprattutto portare avanti dei progetti. Oggi mi occupo soprattutto di seguire le aziende nella fase di start up; le accompagno in questo processo iniziale dando loro visibilità e facendole apprezzare al pubblico. Ma soprattutto non mi rivolgo ad un pubblico di fashion-dipendenti. Io non detto tendenze, piuttosto ispiro la gente offrendogli valutazioni, consigli e nuove proposte. Mi piace definire il mio blog “un raccoglitore di idee”. O almeno è questa l’immagine che cerco di dargli.


Qual è il messaggio che tenti di trasmettere ai tuoi followers?
Dire moda non è dire frivolezza. Certo ci sono modi e modi di occuparsi di moda e lavorare in questo campo significa anche metter fuori la propria vanità ed esibire un forte interesse per tutto ciò che è estetica. Ma non dimentichiamoci che moda non è solo immagine, ma anche qualità dei tessuti e abilità nel saperli lavorare. Dietro ogni abito non c’è solo lo stilista e l’indossatore, ma soprattutto il sarto che sempre rimane all’ombra del successo. E questo per dire che fare moda non significa solo apprezzare le qualità estetiche ma anche quelle manuali e molte altre ancora.

Nel nostro blog presentiamo una rubrica intitolata Glam&Curves, che tu certamente conoscerai.
Quanto pesa il mondo della moda, sui fisici che non si avvicinano agli standard pubblicizzati?
Purtroppo chi ha un fisico cosiddetto "curvy" fa molta fatica ad approcciarsi con la moda ufficiale e ufficializzata. E questo un fashion blogger lo sa benissimo. Le aziende si fanno pubblicità ricorrendo a modelli filiformi e slanciati, assolutamente perfetti; chiunque si voglia occupare di moda deve necessariamente attenersi a misure imposte. Non c’è spazio per i paffuti, e nemmeno per i robusti. Fare i fashion blogger sembra diventato un dono di natura: se hai il fisico perfetto puoi, se non ce l’hai sei fuori. E questa purtroppo è una situazione che sussiste in Italia ma non in tutti i paesi. Basta spostarsi in America per ritrovare uno standard leggermente più “abbondante” che non per questo è meno attraente. Purtroppo in Italia quando vai a comprare un costume da Calzedonia ti ritrovi in vetrina una bilancia ammiccante con la lancetta segna peso che ruota all’impazzata. E ditemi voi se questa immagine non è inquietante.

Pensi che questo progetto di espressione e condivisione di te, possa diventare il tuo lavoro?
Naturalmente il blog è stato un trampolino di lancio che mi ha permesso di avviare tutta una serie di attività che spero di far diventare il mio lavoro. Mi piacerebbe continuare ad organizzare eventi, seguire le aziende di moda nella fase di crescita e lavorare in questo campo. La strada è lunga ma la passione mi fa stringere i denti.



Quanto sacrificio c’è dietro un fashion blog?
Tantissimo. Portare avanti un progetto come il mio significa sacrificare un po' tutto il resto, come ad esempio l’università. Aggiornare il blog, gestire i contatti, fare gli shooting fotografici e partecipare agli eventi, è entusiasmante ma allo stesso tempo richiede tempo e impegno tutti i giorni. Insomma bisogna sempre trovare un modo per farsi strada e acquisire popolarità. Fortunatamente posso fare affidamento su una collaboratrice eccezionale che si chiama Giulia Barbieri e si occupa delle pubbliche relazioni. Spero di riuscire un domani a creare una vera e propria factory. A settembre aprirò un ufficio, ma questo è solo il primo passo...

C’è qualcosa che vorresti dire ai lettori rispetto al tuo lavoro e alla tua figura?
Sin dall’inizio mi sono sottoposta ai giudizi della gente. Per molti la figura del fashion blogger è inutile, per altri ridicola. Soprattutto si pensa che un’attività del genere ti permette di collezionare abiti e scarpe al prezzo di qualche foto... un guadagno facile insomma! Si sa, tutto ciò che si sceglie di mettere in piazza è oggetto di apprezzamento come di discredito. Quel che pesa è che spesso non si valuta il lavoro che c’è dietro ogni blog. Non solo book fotografici come si pensa. Ma sacrificio e impegno quotidiano. E poi una cosa molto triste è la competizione che si crea tra i fashion blogger. I blog possono coesistere tutti insieme, ognuno con le proprie idee, le proprie tendenze, i propri messaggi che si vuole trasmettere. Il nostro compito è ispirare la gente, mica dettare leggi, non è necessario che si crei una corsa al trono. In fondo la moda non è mai stata una sola.

Quali sono i tuoi progetti?
A settembre uscirà la nuova linea di “Julialovesart”, che ho ideato personalmente. La presentazione fotografica sarà curata dalla famosissima Nima Benati. Vi consiglio di non perderla. Poi c’è un progetto imminente, che ho molto a cuore. Si chiama FlorenceStreets ed è un progetto che cerca di ridare visibilità alle zona di Firenze un tempo molto frequentate ma oggi trascurate. Purtroppo la crisi attuale ha stretto le tasche un po' a tutti e le boutiques fanno fatica a reggersi. Per questo io e Giulia Barbieri stiamo provando a rilanciare queste zone, tra l’altro con un forte impegno civico, poiché siamo entrambe attaccate alla nostra città. Il progetto di rilancio si appoggia soprattutto ai social network, perché tanto è li che si gioca la pubblicità oggi. Vi invito tutti a venire al party di inaugurazione che si terrà il 17 giugno al Pugi Forno Bistrot in via Gian Paolo Orsini. Cominciamo ad occuparci proprio di questa via con una serie di eventi che vi consiglio di non perdere.


Bene cari lettori, vi pare che un personaggio del genere lo lasciamo andar via così facilmente? Certo che no! Seguiremo la nostra cara Giulia nel progetto di FlorenceStreet e vi terremo aggiornati sulle sue novità. Non perdetevi i prossimi numeri qui su Il Taccuino, ogni lunedì alle 15.30. Bye Bye!




Per visitare il blog di Julialovesart vai sul sito: http://www.julialovesart.com/
Per informazioni sull'evento FlorenceStreet visita la pagina Facebook: https://www.facebook.com/events/797480840264619/

1 commento:

  1. Un perfetto esempio di giovane che ha un sogno e si impegna per realizzarlo, fantastico! In bocca al lupo per tutto, Giulia! :)

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