mercoledì 9 luglio 2014

Cinemaholic with Fede#5 L'amore al tempo dell'intelligenza artificiale

Salve a tutti, sono appena tornato da una giornata di shopping intenso quindi potete immaginare quanto possa essere appagato e soddisfatto in questo momento, ma anche stanchissimo perché sia per me che per mio padre non è affatto facile stare dietro a tre donne (che sarebbero mia madre, mia sorella e mia zia) in preda all'acquisto compulsivo e smanioso! Dopo questo preambolo gratuito, passiamo alla recensione. Oggi vi parlo di un film molto carino che ho visto da poco. Il film è Lei (per gli anglofili Her) scritto e diretto dal regista Spike Jonze e che si è aggiudicato l'Oscar per la miglior sceneggiatura 
originale.


I protagonisti della pellicola sono Joaquin Phoenix (l'imperatore Commodo de Il Gladiatore), Amy Adams (la svampitissima principessa in carne ed ossa Giselle in Come d'Incanto della Disney) e la bellissima Scarlett Johansson che nel film però non compare mai, ma se ne può ascoltare la sensualissima voce. In un futuro imprecisato, dove la tecnologia permea completamente la vita di ognuno più di quanto non lo faccia già ora, Theodore Twombly (interpretato da Phoenix) lavora scrivendo lettere di vario genere su commissione e dettandole al computer. Theodore è un uomo molto solo ed introverso, da poco separatosi con la moglie Catherine e che cerca distrazioni nei videogiochi e frequentando chat telefoniche popolate dalle peggiori rappresentanti del mondo femminile. Un giorno egli viene attratto da uno spot pubblicitario su un nuovo sistema operativo chiamato OS 1, un nuovo tipo di intelligenza artificiale che si adatta alle esigenze dell'utente. Theodore, una volta installato, fa quindi la conoscenza del suo sistema operativo che si dà autonomamente il nome di Samantha(doppiata dalla Johansson), dopo che lui aveva scelto durante l'installazione una voce di interfaccia femminile. Theodore rimane colpito da come Samantha sia perfettamente in grado di interagire con lui esattamente come se fosse un essere umano, ammira il suo sviluppo psicologico e il livello di empatia che ha nei suoi confronti. Per questo, i due (in maniera un po' paradossale) si apriranno l'uno all'altra, costruendo un rapporto molto forte che sfocerà in una vera e propria relazione sentimentale. Amy (interpretata dalla Adams) è un'amica di vecchia data di Theodore che da tempo cerca di organizzare un incontro tra lui e una sua conoscente che si chiama Amelia, ma solo l'insistenza di Samantha convincerà l'uomo ad incontrarla. La serata inizialmente trascorre serena ma alla fine, mentre lui e Amelia si baciano, Theodore si tira indietro perché non si sente ancora capace di intraprendere una nuova relazione ed è anche costretto a sentirsi dare dell'inquietante da una perplessa Amelia. Theodore condivide queste sue esperienze con Samantha, la quale a sua volta lo rende partecipe delle esperienze nuove che fa ogni giorno, delle sensazioni complesse e delle emozioni che sta imparando a provare e conoscere .Il rapporto diventa sempre più profondo, tant'è che i due arriveranno addirittura a fare l'amore. Lo so,vi starete chiedendo com'è fare sesso con un computer, ma questo ve lo lascerò scoprire da soli se volete vedere il film. Sicuramente (o perlomeno da quello che viene mostrato nella pellicola) è un esperienza totalmente psichica più che psico-fisica come la maggior parte di noi è portata a concepirla. Il film solleva un tema intrigante che è quello del rapporto dell'uomo con la tecnologia. Questa è diventata sempre più presente nella nostra vita e basta guardarsi attorno per averne conferma. Gente che scrive su Facebook, retwitta, posta le foto su Instagram, legge le mail e quant'altro. Tuttavia, la presenza sempre più pressante della tecnologia ha indubbiamente portato ad un impoverimento della qualità dei rapporti tra le persone. Molti preferiscono nascondersi all'ombra dello schermo del pc per comunicare con qualcuno, dimenticando del tutto quanto sia bella l'interazione reale con le persone. Her propone una nuova chiave di lettura dell'argomento ossia cosa potrebbe accadere se la tecnologia monopolizzasse anche il campo delle relazioni interpersonali e sentimentali, terreno che oggi (per fortuna) non è toccato dalla rivoluzione tecnologica. Il rapporto tra Theodore e Samantha è commovente, dolce e coinvolgente. A tratti sembra addirittura "reale" nonostante il fatto che, in tutte le scene dove loro si parlano, lui è perennemente solo e comunica con lei tramite un auricolare wireless!. Sin da subito si percepisce la fragilità delle basi su cui si poggia la relazione, non perchè il sentimento dei due non sia vero ma proprio a livello di concretezza materiale in quanto Samantha è un entità virtuale, priva di corpo. Samantha, in una scena del film, arriva addirittura ad affermare di essere felice di non avere un corpo fisico perché questo la esonera dal dolore e dalla morte e le garantisce potenzialità pressochè illimitate. Ciò però non la rende affatto immune dal dolore che si prova quando qualcuno ferisce i tuoi sentimenti, nè dal fatto di potersi sentire in colpa nei confronti di Theodore. 



Altro tema che il film affronta è la capacità dell'intelligenza artificiale di provare emozioni. Tale tema è presente in tante pellicole, tra cui cito A.I.-Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg dove il protagonista è un piccolo robot di nome David capace di provare sentimenti reali ma che è deciso a tutti costi a diventare un bambino vero, in carne ed ossa per farsi accettare dalla madre adottiva che lo ha abbandonato. Se in questo film il piccolo David sente la necessità impellente di avere un corpo umano per completare il proprio processo di normalizzazione e sentirsi un "bambino vero"(alla Pinocchio maniera), in Her questo passaggio non viene proprio considerato, o meglio Samantha si sente a disagio per il fatto di non avere un corpo e di non poter realizzare a pieno la sua relazione con Theodore ma sembra dare non molta importanza all' auto identificazione in un corpo ben determinato, che uno senta come proprio ed infatti i suoi tentativi di sopperire a questa mancanza portano a risultati disastrosi,come quando propone a Theodore di incontrare Isabella, una ragazza che si offre di impersonare fisicamente Samantha e dare loro la possibilità di un vero rapporto sessuale. Theodore inevitabilmente la percepisce come un estranea, incapace di astrarsi dall'immagine personale che ha di Samantha e questo è un chiaro segnale del fatto che una relazione del genere, ipotizzando che in un futuro sia davvero possibile, presenterebbe troppe falle ed ulteriori ostacoli rispetto ad una relazione classica, sia per la mancanza fisica sia per un inesistenza di un rapporto esclusivo con l'altro. Se difatti,in una storia d'amore normale, la persona è (o almeno dovrebbe essere) felice ed appagata per il fatto di avere una sintonia esclusiva col partner e di poter vivere l'altro in una maniera che chi è estraneo alla relazione non può, nel film Theodore scopre ad un certo punto che Samantha interagisce con tantissime altre persone mentre parla con lui ma a detta di lei questo non influisce sull'amore che prova per lui. Precedentemente però Samantha si dimostra di essere davvero capace di amare Theodore e non di essere uno sterile macchinario programmato per eseguire ordini. In questa scena molto bella dice a Theodore di aver composto un pezzo al pianoforte pensandolo come se fosse una fotografia di loro due, visto che non ne potranno mai avere. Con quella composizione cattura l'essenza dei momenti che trascorrono insieme e come Theodore afferma: "I can see you in it."


Sperando come sempre di avervi infuso un po' di curiosità, vi saluto e vi do appuntamento a mercoledi prossimo ;)

Federico.

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