lunedì 21 luglio 2014

Il Taccuino di Marilea: L'arte di Banksy

Quando si parla di street art non si può chiacchierare troppo, il primo nome da fare è Banksy, perché altrimenti sarebbe come parlare di Venere senza citare Botticelli, o fare calcoli sull’energia senza far riferimento ad Einstein. Banksy è il re della street art, un artista, un politico ed anche un medico se consideriamo che riesce a mettere in sesto i posti più squallidi della città, con pochi e simpatici attrezzi: spray vernici e colori. Lui sceglie la sua tela, non la va a comprare, perché la sua tela sono i muri, applica delle mascherine, vi spruzza vernice (si chiama tecnica stencil) e realizza rapidamente i suoi capolavori, lasciandoli alla merce dei passanti. Già, perché la città è il posto più esposto, ma soprattutto il posto più corrotto e insano, da istruire ed educare. Non a caso le opere di Banksy non sono semplici opere contemplative, ma bombe contro un sistema.


Non voglio ripetere le notizie che si danno su di lui su tutti i giornali, e cioè che è cresciuto a Bristol, forse si chiama Robin Gunningham o forse comprende una serie di artisti, che cominciò a armeggiare con i colori negli anni Ottanta e che si rese famoso durante il Walls On Fire e bla bla bla. Banksy è già conosciuto in tutto il mondo, o meglio, i suoi lavori sono famosi in tutto il mondo, e questa è l’unica cosa che vuole far sapere dato che lui non ha mai dato un volto alla sua persona, né lasciato tracce di sè, da perfetto topolino che quando cade un dentino, di notte, lascia al bambino una monetina e scappa senza farsi vedere! Non a caso ho scelto l’immagine del topo per definirlo, visto che addirittura ha dedicato una serie di affreschi a questo animale, con il titolo di “Rat” in inglese topo, acronimo della parola “Art”. 
"Se sei piccolo, insignificante e poco amato allora i topi sono il modello definitivo da seguire" ammonisce Banksy: come i topi pur essendo animali perseguitati e cacciati, sono riusciti in alcuni momenti storici a mettere in crisi il mondo, così Banksy da maledetto street artist continua a provocare la polizia lanciando messaggi etici e morali capaci di far riflette tutta l’umanità.  Le sue opere sono veri e propri atti di denuncia alla società consumistica, al sistema capitalistico, alla guerra, alle falsità, all’avarizia di uomini, governi e istituzioni.   Nel suo mondo animato pullulano poliziotti, bambini, autorità britanniche, topi, scimmie ma anche madame, servitrici e anziani. A volte Banksy parte da un’opera d’arte nota o da un’ immagine emblematica per riproporla in chiave contestativa e umoristica (in basso un ritratto di Winston Churchill con la cresta verde).


Ha girato il mondo, il nostro teppistello, e con una pennellata a destra e una a sinistra ha firmato i muri delle maggiori città del mondo: in Italia ha operato a Napoli, in via Benedetto Croce, dove ha offerto una “rilettura” della Santa Teresa del Bernini con patatine e coca cola, per denunciare il consumismo. Solo che i napoletani non hanno gradito e così hanno coperto l’immagine con altri graffiti rendendola oggi irrecuperabile. 
Hanno lasciato intatta invece la Madonna con la Pistola, realizzata a piazza Gerolomini (forse perché nella città Partenopea le armi non fanno mai troppo scandalo, chi lo sa!). 
Sta di fatto che la città più “decorata” e anche più “rispettosa” delle opere dell’artista è New York. Lo scorso ottobre Banksy ha persino avviato qui un’opera di affrescamento, da Staten Island all'Upper West Side, passando per South Queens e Tribeca. «Un segno di decadenza» lo ha definito il sindaco Michael Bloomberg, un vero e proprio investimento lo definiamo noi, visto che tra le altre cose Banksy ha anche allestito un banchetto a Central Park, che ha raccolto in tutto 420 dollati per opere dal valore stimato attorno ai 200 mila dollari. Pare che alla fine dei lavori Banksy abbia salutato la città di New York scrivendo sul suo sito: «E questo è tutto. Grazie per la vostra pazienza. È stato divertente. Salvate 5 Pointz. Ciao». E cosa poteva essere 5 Pointz se non un luogo in cui gli artisti possono disegnare graffiti legalmente, minacciato dal 2011 di chiusura?
Irriverenza e Humor, spiaccicati sui muri ma anche espressi in istallazioni fisse o itineranti, basti pensare all’opera dal titolo “Sirens of the Lambs” che consiste in un camion per il trasporto del bestiame, riempito invece che da animali, da peluches piangenti, diretti verso il mattatoio. Una vera e propria insolenza, o forse soltanto un messaggio di solidarietà, tanto per dirla con parole sante,  per gli animali messi al macello.



Le ultime due opere presentate dall’artista sono state disegnate una su una porta lungo Clement Street a Bristol, l’altra (di cui non è stata accertata la paternità) su un muro di Cheltenham , sempre in Inghilterra. 

La prima si chiama “Mobile Lovers” e già dal titolo lascia intendere il collegamento tra amore e tecnologia: vi sono raffigurati infatti due amanti che nell’atto di abbracciarsi anziché guardarsi negli occhi fissano lo schermo del loro cellulare, ognuno alle spalle dell’altro. Una frecciatina insomma a questo attaccamento giovanile ai cellulari e ai social. L’opera è stata subito rimossa e presa in custodia da un club di Bristol, il Broad Plains Boys Club, per sottrarla ai danneggiamenti di cui gli altri street artist sarebbero stati capaci. 
La seconda opera mostra tre oscuri funzionari governativi nel tentativo di intercettare le comunicazioni di una cabina telefonica, forse in riferimento al recente datagate che ha coinvolto l’agenzia di intelligence britannica.
Come è possibile intendere, l’ignoto autore continua a seminare mistero in tutto quello che fa, lasciando intatta solamente la chiarezza dei suoi messaggi: non è fama e denaro che intende guadagnare, altrimenti che nemico del capitalismo sarebbe?


Fate un giro sul sito di Banksy per ammirare le opere di questo originalissimo e osannatissimo street artist!


Marilea.

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