venerdì 4 luglio 2014

Vasco Rossi - LIVE KOM 014... Io c'ero.

Ragazzi... che emozione. Quante emozioni!!!
Era da ottobre che aspettavo quel giorno. Si, perché esattamente il 22 ottobre 2013 ho acquistato i biglietti per il VASCO LIVE KOM 014 Cambia-Menti.


Beh. Per me sarà un problema trovare le parole per descrivere le mie sensazioni. Si trattava della mia prima volta. Non della prima volta con Vasco, no. Non poteva essere. Ma della mia prima volta all'Olimpico. WOW.
Ad essere sincera non l'avevo immaginata così. Avevo immaginato la mia prima volta allo Stadio Olimpico di Roma con una curva, La Curva, tutta giallo-rossa, le note di un'altra canzone e un altro nome inneggiato come un dio dell'Olimpo.
Ma, credetemi, anche questa prima volta non è stata male. ANZI.

E' sempre una bella storia vedere un oceano di persone, dirette verso la stessa meta, unite da un'unica cosa: la musica. E che musica!
VASCO ROSSI è la più grande rockstar italiana. Non ce n'è. "Un duro che dura"Questione indiscutibile.
Sono un'amante vera della musica. Non ascolto tutti i generi perché alcuni non mi piacciono, mi annoiano o non mi emozionano. Ascolto musica. Italiana e straniera. Preferisco i cantautori. E si, mi piace Ligabue. Ebbene si! per me non esiste competizione. Non puoi scegliere tra la pizza e il gelato. Io mangio entrambi. 
Ma bisogna dare a VASCO quel che è di VASCO. E Vasco è Vasco. PUNTO.

Ritornando al concerto LIVE KOM 014...

E' il 25 giugno, prima data delle 7 previste. Già le farfalle nello stomaco iniziano a svolazzare fuori dallo stadio. Poi entro dentro, salgo le scalinate e... le farfalle si trasformano in tamburi e salgono, salgono fino ad arrivarmi in gola. E penso: fanculo, io sono qui. Io ci sono.

Sono circa le 19,30 e vedo pian piano lo stadio riempirsi tanto da non riuscire più a distinguere le persone. Il tempo passa mentre tutti fremono. Ciò che accompagna l'attesa di oltre 70.000 persone è l'adrenalina di vedere il Blasco sul palco. Niente band apri concerto, no, solo un coro che urla il suo nome.



E alle 21.00 si accendono le luci sul palco. Will Hunt (batterista degli Evanescence, ndr) inizia a picchiare duro sulla sua batteria e dentro ti senti scoppiare il rombo di una Harley Davinson. Un Intro heavy che spettina l'Olimpico. 






E poi arriva lui e sorprende! Intanto c'ha una giacca dorata, pallettata e sbrilluccicosa che non vi dico e poi... GLI SPARI SOPRA!
BOOOOOOMMM! L'Olimpico esplode! La svolta hard rock del LIVE KOM 014 funziona.
E' il suo SONO ANCORA QUA, EH GIA'! (anche se non è in scaletta!)


Credits optimalia.com


Davanti a me c'è un ragazzo, avrà avuto 20 anni, con la testa rasata in onore del suo idolo, un altro a cui le lacrime non smettono di scendere giù mentre VASCO racconta, canta, urla le sue poesie, d'amore e ribellione: Muoviti!, Qui si fa la storia, La fine del Millennio
La ballata Vivere... è passato tanto tempo ma è così intensa che ti entra dentro le vene. 
Arriva il nuovissimo arrangiamento per La strega, electrodance e lo stadio diventa una discoteca. Che spettacolo!!!

Manifesto futurista chiude la prima parte del concerto e, mentre Vasco riprende fiato (Oh! ragà... sarà ancora un leone ma c'ha 63 anni!!!) la band mi/ci stravolge con uno strumentale: Rockstar e la voce pazzesca di Clara Moroni, "l'unica donna" del Blasco.

Torna sul palco il Komandante ad incendiare le chitarre di Stef Burns e Vince Pastano con Dannate nuvole e Vincere non è facile. Sballi ravvicinati del terzo tipo è 'na botta punk. C'è chi dice no, Stupendo, Un senso e il medley di Cosa vuoi da me-Gioca con me-Delusa-Mi si escludeva-Asilo Republic. PURO ROCK.
Arrivano le luci e sembra un mezzogiorno di fuoco e l'Olimpico, con me dentro!, balla balla balla con Rewind
Le note calme, febbrili e dense di Siamo soli e Liberi liberi avviano il concerto verso la fine. Ed è come quando leggi un buon libro e sei al capitolo finale, non vorresti che finisse. Non vorresti che quel buon amico ti lasciasse.
A rincarare la dose di sensazioni nostalgiche, a strapparmi anima e cuore arriva Sally: la mia emozione tocca respiro, pancia, occhi, mani, cervello... sogni, speranze, rabbia, paura e voglia di vivere e combattere. Lacrime. E' questo che Vasco mi ha insegnato, accompagnando la mia vita con le sue canzoni: l'energia di viverla bene, alla grande, osando. Mai mollare la presa. Mai arresa. 
E lo stadio canta, è un'unica voce che copre quella di quell'uomo sul palco. Un uomo normale ma un uomo che, a dispetto di tutto e tutti, fa sognare la sua Combriccola da 35 anni.

Vita spericolata annuncia la fine quando le prime note di Albachiara mi fanno tornare ragazzina e mi fanno pensare a quel ragazzo coi capelli arruffati e quegli occhi che "sanno" di mandorla con quella chitarra in mano... Avevo 13 anni, più o meno, e gli devo tanto... mi ha "vascolizzata".

I fuochi d'artificio finali non mi distolgono dalla malinconia che mi assale. Non è una cosa spiacevole o triste. È che pensi che quelle emozioni appena vissute non le ricorderai per sempre. Beh i ricordi rimangono, magari li seppellisci sotto altri ma prima o poi riaffiorano. Parlo di quelle scosse d'adrenalina, la pelle d'oca, le vene in rivoluzione... sensazioni fisiche che si affievoliranno nei tuoi ricordi, che forse non proverai mai più. Perché ogni volta è diversa. Perché ogni volta tu sei diversa.
L'ultima scossa elettrica, dentro, la senti quando tra le chitarre assordanti e la batteria vulcanica la voce di Vasco irrompe con un "TENETE DURO"semplice, breve, diretto, netto, deciso, pieno e devastante. TENETE DURO!!!

... ed un pensiero le passa per la testa forse la vita non è stata tutta persa, forse qualcosa si è salvato, forse davvero non è stato poi tutto sbagliato, forse era giusto così, forse ma forse... ma si!

... e poi pensare che domani sarà sempre meglio... 

Crista.

A Filippo, che ha vissuto "questa volta" con me. Che sia Ogni Volta.

Nessun commento:

Posta un commento