mercoledì 24 settembre 2014

Cinemaholic with Fede#12 71esima Mostra del Cinema di Venezia

Ciao a tutti e bentornati al nostro consueto appuntamento del mercoledi. Oggi vi volevo parlare di un festival cinematografico molto importante e riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. Ovviamente sto parlando della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che si svolge annualmente a Venezia nello storico Palazzo del Cinema.
Il festival si inquadra nello scenario più ampio
della Biennale di Venezia, evento culturale che ospita l'altrettanto famosa Esposizione internazionale di arte contemporanea. E' il festival cinematografico più longevo della storia, difatti la prima edizione si è svolta nel 1932. Il primo premio che viene assegnato è il Leone D'Oro che deve il suo nome al Leone della Basilica di S.Marco, simbolo della città. Il festival è arrivato alla 71esima edizione che quest'anno si è svolta dal 27 agosto al 6 settembre 2014 ed è stata diretta dallo storico direttore della Mostra Alberto Barbera. La mostra si articola in diverse categorie: abbiamo la "Venezia 71" che riguarda i film in concorso, lungometraggi in prima mondiale, la categoria dei "Fuori Concorso" che sono opere firmate da autori di importanza riconosciuta e la categoria "Orizzonti" che è dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive. Infine, ma non per questa meno rilevante, c'è la sezione "Venezia Classici" dove vengono premiati i film classici meglio restaurati o documentari sul cinema. Madrina di questa edizione è stata l'attrice italiana Luisa Ranieri e tra i componenti della giuria della sezione ufficiale spiccavano nomi come Alexandre Desplat che l'ha presieduta(famoso compositore francese noto per aver composto le colonne sonore di diversi film come gli ultimi due capitoli di Harry Potter,Il curioso caso di Benjamin Button e Moonrise Kingdom), l'attore inglese Tim Roth e il "romanaccio" di casa nostra Carlo Verdone. Il 24 luglio scorso il direttore della mostra Barbera ha presentato il programma del festival. I film in concorso sono 20 e non starò a menzionarli tutti e a fare un noiosissimo elenco di vinti e vincitori, ma mi soffermerò su due pellicole particolari(tra l'altro due dei tre titoli italiani in concorso) che mi hanno incuriosito e spero di poter vedere prima possibile. Una è Hungry Hearts del regista Saverio Costanzo(che ha diretto l'adattamento cinematografico del famoso romanzo La solitudine dei numeri primi). E' basato sul romanzo "Il bambino indaco" di Marco Franzoso e racconta la storia di Mina(Alba Rohrwacher) e Jude (Adam Driver) che si incontrano per caso e si innamorano profondamente e questo loro amore sfocia nel matrimonio. Quando però Mina rimane incinta e una guida spirituale le dice che sta portando in grembo un "bambino indaco", ossia un bambino che secondo certe credenze della New Age sarebbe depositario di capacità speciali e soprannaturali, Mina sviluppa un rapporto morboso col neonato. Si convince che un'alimentazione normale sia un ostacolo per lo sviluppo del bambino per cui lo nutre solo con determinati cibi e ad orari specifici, oltre a tenerlo lontano dal mondo esterno. Questo porterà ad uno scontro tra Mina e Jude che non condivide le ossessioni della moglie. Dunque un thriller dalla trama interessante che esplora un tema già affrontato  millemila volte ossia il rapporto madre/figlio optando in questo caso per una lettura "estrema", esplorando le ossessioni di una madre che tratta il proprio figlio alla stregua di un oggetto prezioso da custodire gelosamente, atteggiamento che probabilmente nasconderà motivazioni  e ragioni più oscure e profonde. Entrambi gli attori protagonisti della pellicola sono stati premiati al festival con la Coppa Volpi, cosa che avviene raramente per un attore e un'attrice dello stesso film. Inoltre la pellicola ha ricevuto, sempre nell'ambito della mostra, diversi premi collaterali quindi ci sono grandi aspettative al riguardo.


L'altra pellicola che sono curiosissimo di vedere è sempre opera di un regista italiano Mario Martone che ci propone Il giovane favoloso. Il soggetto del film è un pò insolito, perchè è incentrato interamente sulla vita del notissimo poeta italiano Giacomo Leopardi, interpretato dall'attore italiano Elio Germano che riesce a ricalcare almeno sotto il profilo puramente esteriore lo stereotipo collettivo che un pò tutti abbiamo del poeta poco sopportato da migliaia di studenti e considerato, erroneamente, uno degli autori più scolastici che possano esistere. Un ragazzo prima e poi un uomo ingobbito,timido e malinconico, chiuso in sè stesso e nella sua enorme libreria a Recanati dove era nato e dove si dedicava allo studio matto e disperatissimo.


La sceneggiatura attinge agli scritti di Leopardi e al suo epistolario, il ben noto Zibaldone che era una raccolta enorme di appunti e pensieri di vario genere del poeta. Questo perchè, a detta di Martone stesso, l'opera leopardiana è interamente autobiografica e quindi ha avuto a disposizione una mole impressionante di materiale per costruire questa sua versione. E' evidente infatti che Martone voglia, in un certo senso, sradicare l'immagine interiorizzata che ognuno di noi si è fatto di Leopardi, un Leopardi che è qui sicuramente lontano da come siamo stati abituati a conoscerlo entro le mura di una classe, non un ragazzo triste, depresso e malato ma libero di pensiero e sorprendentemente ironico ma tuttavia emarginato dalla società ottocentesca proprio per essere, sempre a modo suo, un ribelle. Elio Germano per il ruolo ha ricevuto il Premio Francesco Pasinetti per la Migliore Interpretazione, riconoscimento senz'altro meritato perchè ha dimostrato di essere un attore eclettico e anche dai pochi minuti della clip qua sopra è evidente il suo eccellente lavoro di interprete, sia sul piano fisico del ruolo che su quello psicologico. E voi,avete seguito la mostra? C'è qualche altro titolo che anche voi aspettate di vedere? Fatemi sapere nei commenti! Buon weekend a tutti!

Federico.

Nessun commento:

Posta un commento