mercoledì 11 febbraio 2015

Cinemaholic with Fede #20 Be careful what you wish for - Recensione di Into the Woods

Siete proprio sicuri che quello che desiderate più ardentemente in questo momento possa rendervi per sempre felici e contenti? E se doveste ricredervi?. Questo è il tema principale di Into the Woods, trasposizione cinematografica dell'omonimo musical di Broadway molto famoso in America e composto da Stephen Sondheim ( tra l'altro non ancora uscito nelle sale italiane ma che il vostro Fede ha visto in anteprima solo per voi). Il musical ha vinto diversi Tony Award (che sarebbero gli Oscar riservati alle produzioni di Broadway) e come ho già detto è molto noto negli Stati Uniti. Più volte nel corso degli anni si era cercato di realizzare una trasposizione filmica del musical, ma senza successo. Soltanto nel gennaio 2012 la Disney siglò un contratto col coreografo e regista Rob Marshall (già regista dell'altrettanto famoso Chicago) per realizzare il progetto. 


in foto: locandina ufficiale francese del film

Di cosa parla questo film? Il titolo "Into the Woods" significa letteralmente nel bosco e il luogo ove si svolge la maggior parte delle scene cruciali del film è proprio la foresta. La trama del film è un mix delle fiabe più famose dei Fratelli Grimm e si concentra particolarmente su quattro di queste: Jack e la pianta di fagioli, Cappuccetto Rosso, Cenerentola e Raperonzolo. In aggiunta a queste, c'è una storia creata ad hoc per il musical (e usata nel film) di un fornaio e sua moglie che desiderano tanto avere un bambino che però non arriva mai. Il film ci presenta i protagonisti insoddisfatti della loro vita e ognuno di questi cela nel cuore un segreto che spera possa cambiargliela: Cenerentola, vessata dalla matrigna e le sorellastre, desidera più di ogni cosa partecipare al ballo reale; Jack, che vive in povertà con la madre, desidera che la loro mucca Bianchina possa produrre latte come una volta; il fornaio e sua moglie invece desiderano ardentemente un figlio. Nella bottega del fornaio compare Cappuccetto Rosso desiderando del pane da portare alla nonna e a dispetto del suo apparire dolce e carina, la ragazzina dimostra di avere un appetito insaziabile e questa sua ingordigia la porta a sviluppare una leggera forma di cleptomania verso il cibo. Dopo che la bambina lascia la bottega per dirigersi dalla nonna, compare la vicina del fornaio che è in realtà un' orrida Strega. Questa rivela alla coppia il vero motivo per cui non riescono ad avere figli: tempo addietro, il padre del fornaio era stato colto in flagrante dalla Strega mentre stava rubando delle verdure dal suo giardino. Le verdure erano per la moglie che era incinta ed era stata colta da una irrefrenabile voglia di "raperonzoli" che crescevano solo nel giardino della megera. La strega acconsentì a risparmiare la vita del padre del fornaio soltanto se lei e la moglie le avessero consegnato la loro secondogenita quando questa sarebbe nata. I due accettarono e alla nascita della bambina la strega si ripresentò e la portò via con sè, chiudendola  in una torre nel folto del bosco lontano dal mondo esterno e dandole il nome di Raperonzolo. Dopo essersi presa la bambina, la Strega aveva maledetto il padre del fornaio e la moglie condannando la loro discendenza alla sterilità totale. Tuttavia, il padre del fornaio aveva inconsapevolmente sottratto, insieme alle verdure per la moglie, anche una manciata di fagioli magici che la madre della Strega le aveva raccomandato di serbare con cura o altrimenti una maledizione si sarebbe abbattuta su di lei e infatti la Strega, dopo essersi accorta troppo tardi della perdita dei fagioli, era diventata brutta e vecchia. La vecchia spiega però al fornaio e a sua moglie che la maledizione causata dal furto di suo padre può essere spezzata e per farlo occorre una pozione magica costituita da 4 ingredienti: una mantella rossa come il sangue, una mucca bianca come il latte, dei capelli dorati come il grano e una scarpetta pura come l'oro e la pozione deve essere realizzata entro tre giorni. Al che tutti i personaggi, chi per un motivo e chi per un altro, decidono di inoltrarsi nel bosco: il fornaio e la moglie devono scovare questi fantomatici ingredienti, Jack deve attraversarlo per arrivare al mercato e vendere Bianchina perchè ormai vecchia e inutile a lui e alla madre, Cappuccetto Rosso vi si inoltra per arrivare dalla nonna mentre Cenerentola, dopo esser stata lasciata a casa da sola dalle sorellastre, corre alla tomba della madre (sempre nel bosco) per chiederle aiuto e poter andare anche lei al ballo reale.(Piccola parentesi: la versione grimmesca di Cenerentola è leggermente diversa da quella tradizionale perché non ci sono nè la fata, né la zucca con i topi ma Cenerentola viene aiutata da uno stormo di colombe e dallo spirito della madre che vive nell'albero cresciuto sulla sua tomba e che le dà un vestito d'argento e delle scarpette d'oro e non di cristallo per andare al ballo.)

La prima parte del film non è nulla di speciale o di inedito a livello di trama perché queste sono storie universalmente conosciute e che abbiamo già visto in tutte le salse e il film segue abbastanza fedelmente lo svolgersi delle fiabe originali:alla fine della prima parte del film, tutti i personaggi hanno realizzato i propri desideri e ciò che apparentemente rimane è un banalissimo "Happily Ever After". Fortunatamente il film non è cosi scontato come potrebbe sembrare visto il materiale di partenza perchè in realtà si pone come una lettura più psicoanalitica di queste fiabe. Prendendo ad esempio Cappuccetto Rosso, nel film il lupo che compare in solo due scene (e interpretato dal sempre istrionico e seducente Jhonny Depp) è più un predatore sessuale che animale e questo proprio perchè la fiaba di Cappuccetto Rosso  è in sè una grande metafora della maturità sessuale della donna: il colore rosso del mantello allude al sangue mestruale e all'inizio della pubertà che conducono la bambina nella profonda e oscura foresta della femminilità ed è qui che entra in gioco il lupo che è simbolo dell'uomo cacciatore dal quale le giovinette devono guardarsi e sarà difatti proprio lui, parlando sempre per metafore, a "deflorarla" facendone un sol boccone. Nella canzone "Hello Little Girl" che il lupo canta alla bambina il contenuto sessuale della storia diventa quanto mai evidente perchè il testo può essere letto sia in chiave letterale che in chiave simbolica.




Anche Cenerentola è una fiaba molto apprezzata e amata dai bambini sia perché tratta di rivalità fraterna e il bambino che ha fratelli più grandi o più piccoli che sono favoriti rispetto a lui, non fa fatica ad identificarsi subito con Cenerentola e col suo status di rifiutata e maltrattata e sia perché personifica più in generale l'ansia di disattendere le aspettative altrui e di non meritarsi il riscatto di cui il bambino sente l'esigenza dentro di sé. Questo concetto è espresso molto bene nel film dove troviamo una Cenerentola non esattamente sicura di quello che vuole dalla vita. Il ballo dura tre notti e tutte e tre le volte Cenerentola, dopo aver ballato col principe, scappa via ma l'ultima notte il principe, conoscendo già la reazione della ragazza, fa spalmare sulle scale del palazzo della pece cosi che Cenerentola, durante la fuga, rimane bloccata sulle scale del palazzo. Ed è in quel momento che il dissidio interiore della ragazza si palesa: è combattuta tra lasciarsi prendere dal principe e dirgli la verità su chi lei sia veramente rischiando però di essere rifiutata o ritornare a casa dove a nessuno importa di lei e dove sa che non ci sarà nulla da perdere. La fanciulla decide coraggiosamente di rischiare e lascia di proposito una delle sue scarpette d'oro sulle scale quindi questa Cenerentola non è la remissiva e gentile fanciulla del cartone Disney, ma è una ragazza come ce ne potrebbero essere a miliardi nel mondo, assalite dalle loro paure e dalle loro insicurezze ma che al momento giusto sanno agire attivamente per darsi una possibilità e provare ad esser felici perchè tutti nella vita, prima o poi, ci troviamo davanti a un bivio o a una decisione importante e a nessuno piace stare nel limbo dell'eterna incertezza. Credo che sia il personaggio che ho maggiormente apprezzato in  tutto il film anche grazie alla splendida voce e interpretazione di Anna Kendrick (conosciuta soprattutto per questa)

Infine, come non menzionare la fantastica Meryl Streep nel ruolo della Strega (non estranea al genere dei film musicali avendo già cantato in Mamma Mia)che in fin dei conti è colei dal quale tutto ha inizio e che fa da struttura portante della storia e del suo messaggio ultimo: ognuno deve prendersi le responsabilità delle proprie azioni perchè anche le più piccole e insignificanti hanno delle conseguenze e non è possibile tornare indietro per cambiarle. Nella canzone "Last Midnight", dove peraltro la Streep dimostra di essere dotata di capacità vocali non indifferenti, la Strega si scaglia contro gli altri personaggi che fino a quel momento le hanno riversato addosso la colpa per gli sbagli da loro commessi e mette in luce la loro ipocrisia ma più in generale quella del genere umano che è corrotto e stupido quindi c'è anche un ribaltamento della figura della Strega che è vista come l'antagonista per eccellenza mentre qui invece è proprio lei a rimarcare il fatto che la classificazione in buono e cattivo è antiquata e che ognuno porta in sè sia una buona dose di bontà e altruismo quanto di cattiveria e spetta esclusivamente a noi stessi decidere quale parte avrà il sopravvento.


Spero di avervi convinto a guardarlo anche se non siete amanti del musical perché una visione se la merita indubbiamente e se siete interessati vi consiglio anche di guardare la produzione originale di Broadway (cliccando qui) che differisce in alcuni dettagli rispetto alla versione cinematografica e nonostante abbia lo stesso alone moralizzatore che percorre tutta la pellicola, è zeppo di situazioni e battute comiche che purtroppo il film non ha ripreso. Buona serata e alla prossima!

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