mercoledì 18 marzo 2015

Cinemaholic with Fede #23 L'importanza della memoria - Memento di Christopher Nolan

La parola memento (dal latino "ricordati") in inglese indica qualsiasi oggetto utilizzato per ricordarsi di qualcosa. Il film è del 2000, diretto da Christopher Nolan (conosciuto principalmente per il reboot della saga di Batman, Prestige e Inceptioned è ispirato ad un racconto del fratello Jonathan, Memento Mori


Leonard Shelby (Guy Pearce) è affetto da un disturbo della memoria denominato amnesia anterograda  che lo ha colpito a seguito di un attacco di due uomini col volto coperto che ne hanno struprato e ucciso la moglie. Di conseguenza, Leonard ricorda tutto sino al giorno dell’incidente ma poi perde completamente la capacità di immagazzinare nuovi ricordi e non ricorda più cosa avviene nelle sue giornate. Non rammenta neanche l’argomento di una conversazione se questa si prolunga oltre un certo periodo di tempo. Per combattere il suo “deficit” Leonard si auto-impone un metodo: appuntarsi le cose vitali da ricordare su carta, fotografie e tramite tatuaggi veri e propri o anche artigianali. Il suo corpo infatti è ricoperto da tatuaggi con le più disparate informazioni su cosa è successo nei giorni precedenti e cosa dovrà fare in quelli successivi. L’obiettivo principale di Leonard è di scovare e uccidere un certo John G., lo stupratore che ha ucciso la moglie e che colpendolo alla testa gli ha procurato l’amnesia anterograda. Nella sua missione viene apparentemente aiutato da due personaggi: Teddy (Joe Pantoliano)che si definisce un suo caro amico e Natalie (Carrie Anne-Moss)che ha da poco perso il marito e lo aiuta per compassione. Leonard però non riesce a memorizzare neanche i volti delle persone a causa dell’amnesia e quindi utilizza una macchinetta fotografica Polaroid per scattare foto alle persone che incontra, scrivendone sul retro l’identità e considerazioni varie sulla persona fotografata. Nel caso specifico di Teddy, Leonard dà sempre uno sguardo alla sua foto dopo che lo incontra per ricordare chi sia e cosa abbia fatto e sul retro trova sempre scritto “Non credere alle sue bugie”, e per questo è portato a non fidarsi di qualunque cosa Teddy gli dica. La realtà però è ben diversa da quella che lui suppone: Teddy è un poliziotto che si era occupato del caso dell'aggressione alla moglie di Leonard e che, spinto inizialmente dal desiderio di fargli recuperare la memoria, lo sostiene nel compiere la sua vendetta aiutandolo a trovare il suo aggressore. Dal momento che Leonard non ricorda neppure di aver già ucciso John G., Teddy comincia ad approfittarsi di lui per fargli ammazzare altri soggetti. L'ultimo in ordine di tempo è lo spacciatore Jimmy, marito di Natalie. Natalie, dal canto suo, odia Leonard perché sospetta che abbia ucciso suo marito Jimmy perché Leonard, dopo averlo ucciso, indossa i suoi vestiti e gli ruba la macchina senza poi ricordarsi nulla di tutto ciò. Di conseguenza, Natalie approfitta del suo disturbo di memoria per fargli compiere azioni a suo favore o che lo danneggiano, tra cui picchiare Dodd, un uomo in cerca dei soldi spariti con l'ex ragazzo di Natalie tempo prima. Leonard si riduce, a sua insaputa, ad essere manipolato psicologicamente dalle persone che lo circondano, arrivando poi alla scoperta di una inaccettabile verità su quello che è successo a sua moglie.
 

Ciò che contraddistingue il film è il montaggio delle scene. La storia procede seguendo due fili temporali perché le scene che si susseguono sono alternativamente l'ultima in ordine cronologico, poi la prima, poi la penultima, poi la seconda, e così via. Lo spettatore quindi vede il film “al contrario” iniziando dall’ultima scena seguita però poi da quella che è la prima scena in ordine cronologico del film e queste scene sono tutte in bianco e nero, mentre quelle che vanno a ritroso sono a colori. La scena finale del film è quindi quella cronologicamente centrale, che rappresenta il punto di scioglimento dell'intreccio e dove le due linee temporali convergono e si riuniscono. La tecnica esplicita chiaramente il punto di vista del protagonista che non riesce assolutamente a ricordarsi nulla di ciò che ha vissuto nell’immediata precedenza e poiché  noi guardiamo lo svolgersi della vicenda tramite i suoi occhi ci ritroviamo nella stessa condizione di spaesamento perché non sappiamo quello che è successo prima della scena che stiamo guardando.



Al di là della trama, il film è incentrato sulla necessità umana di ricordare e di definire la vita in base alla successione temporale di eventi, ma quando questo non è possibile la vita diventa qualcosa di ingestibile e l’uomo perde paradossalmente la volontà di poter agire sul proprio avvenire, pur rimanendo padrone delle proprie azioni. Questo lo si evince chiaramente dal fatto che sia Teddy che Natalie si approfittano del suo deficit e lo usano a proprio vantaggio: Teddy gli fa uccidere Jimmy, fidanzato di Natalie e spacciatore di droga, per  potergli rubare una grossa somma di denaro e diventare ricco mentre Natalie lo usa per spaventare e allontare Dodd, trafficante che sta cercando i soldi che sono nel bagagliaio della macchina di Jimmy. Leonard si ritrova ad essere una pedina, protagonista a metà perché la sua tecnica di annotarsi e tatuarsi i pezzi importanti dell’intricato puzzle che è la sua vita  gli consente di tenere sempre presente il suo scopo ultimo anche se è del tutto ignaro di averlo già conseguito.Si sveglia ogni giorno ed ogni giorno è come se vivesse una nuova vita, una vita in cui deve sempre riscoprire tutto dal principio, senza neanche porsi il problema se ciò che legge sui fogli, sulle foto o sulla sua stessa pelle tatuata corrisponda alla realtà effettiva dei fatti. Leonard arriva ad essere inconsapevole burattino nelle mani dei suoi “amici” che lo usano per i loro scopi, ma soprattutto viene manipolato dalla sua stessa mente che lo porta a dare per scontate e reali cose che in realtà sono andate diversamente da come ricorda. Complice  l’assenza di poter memorizzare qualsiasi cosa che definisca i momenti che sta vivendo, la sua vita diventa un continuo inseguimento, un’eterna ricerca di una realtà macchinosa e finta che lui accetta comunque perché incapace di fare altrimenti.


Alla prossima recensione!

Federico.

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