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mercoledì 1 ottobre 2014

Cinquanta Sfumature di Biondo #5 - #icebucketchallenge due mesi dopo





Se negli anni passati erano i ritmi latineggianti, i beat techno-dance ad essere i protagonisti delle lunghe e torride estati, quella del 2014 è stata una stagione insolita non solo dal punto di vista meterologico, ma anche per quanto riguarda il cosidetto “tormentone”. Nessuna canzone è riuscita a conquistare l'ambito titolo, dopotutto il Festivalbar è ormai solo un ricordo di gioventù di chi giovane non lo è più da un bel po'; il vero protagonista è stato l'#icebucketchallenge. L'idea di gettarsi un secchio d'acqua ghiacciata in testa per raccogliere fondi da dare in beneficenza è venuta a Pete Frates, un atleta americano di ventinove anni a cui è stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica nel 2012. Le regole del gioco erano molto semplici: i partecipanti dovevano lasciarsi gettare in testa un secchio d'acqua gelata restando completamente immobili e nominare tre persone che avevano il compito di accettare la sfida entro 24 ore e a loro volta nominare altri tre possibili partecipanti in un'infinita catena di docce gelate e donazioni alla ricerca. Lo scopo della sfida era quello di far provare alle persone comuni la sensazione di paralisi con cui i malati di SLA sono costretti a convivere ogni giorno. La SLA è infatti una malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule celebrali che controllano l'attività della muscolatura involontaria (il più importante? Il cuore!). Provate a pensare a un circuito elettrico spezzato che causa lo spegnimento progressivo di tutte le luci di un condominio, è esattamente quello che succede a una persona malata di SLA. Quando i neuroni smettono di lavorare, il malato perde la capacità di compiere le azioni quotidiane più comuni fino ad arrivare alla paralisi e alla morte. Le prime #icebucketchallenge risalgono a Maggio del 2014, ma hanno comincato ad ottenere attenzione mediatica verso la metà di Luglio quando il presentatore americano Matt Lauer ha accettato la sfida lanciata del suo collega Greg Norman e si è lasciato bagnare dalla testa ai piedi in diretta televisiva. Il fenomeno è diventato poi virale a cavallo tra Luglio e Agosto, periodo in cui sono spuntati numerosi video su Facebook ed Instagram.

Le reazioni sono state numerose e variegate. Se da un lato molte celebrità internazionali come Britney Spears, Lady Gaga, Donatella Versace e addirittura la regina della moda Anna Wintour hanno accettato volentieri la sfida pubblicando, divertentissimi video - memorabili le urla di panico del capo della maison Versace - e hanno donato una considerevole somma, d'altro canto sono stati molti i membri dello spettacolo che hanno preferito limitarsi a postare sui canali social una copia dei loro bonifici più o meno generosi.

Numerose sono state anche le polemiche che hanno visto gli utenti criticare il menefreghismo di alcuni personaggi e il braccino corto di altre, in particolare la comica Luciana Littizzetto colpevole di aver donato solo 100 euro nonostante il generoso stipendo guadagnato con la sua partecipazione all'ultimo SanRemo.

I risultati ottenuti sono stati entusiasmanti. In Italia sono stati donati 2,4 milioni di euro che andranno alla ricerca e alla AriSLA, la Fondazione Italiana di ricerca per la sclerosi laterale amiotrofica. Sì, abbiamo dovuto sorbirci l'ennesimo video Instagram di Belén, ma almeno lo abbiamo fatto per una buona causa. 


Vincenzo.  

venerdì 19 settembre 2014

Living In Florence #3 - Fiorentino for dummies




Oltre all'arte, alla moda e al cibo, Firenze è famosa anche per il suo dialetto, da sempre considerato il papà della Lingua Italiana. A differenze di quando si possa pensare, alcuni termini utilizzati nel linguaggio parlato fiorentino sono del tutto diversi da quelli della lingua italiana e hanno un significato tutto loro. Ho pensato dunque di scrivere una piccola lista con tutti i termini e i modi di dire più utilizzati dai fiorentini, in modo che, la prossima volta che qualcuno vi chiederà "S'ha dì d'andà?" potrete rispondere con "Tu m'ha di n'do" invece di rimanere a guardare il vostro interlocutore con gli occhi sgranati come gli allocchi. 

S'ha di d'andà? - Possiamo andare? 
Tu m'ha di n'do! - Tu mi devi dire dove!

Tu' sse' arrivato dopo i fochi - Sei arrivato in ritardo! 
Questo modo di dire fa riferimento alla festa del patrono, San Giovanni, che si festeggia alla fine di giugno. Le vecchie celebrazioni comprendevano un torneo, un palio di cavalli, una fiera. Alla fine della festa c'erano i fuochi, usanza che è rimasta in uso ancora oggi. Arrivare dopo i fochi, quindi, vuol dire che si è arrivati in ritardo, a cose già fatte. 

Ci si vede a' i tocco? - Ci vediamo alle una? 
Per i fiorentini, i tocco, corrisponde alle 13. Quindi se qualcuno vi chiede "Ci si vede al tocco e un quarto?" vuol dire che per essere puntuali dovrete essere sul luogo dell'appuntamento alle tredici e quindici. 

Cencio 
Il cencio è lo straccio che si utilizza per lavare i pavimenti. Se un fiorentino vi dirà "Deve da passare i' cencio" vuol dire che dovete togliervi di torno perché bisogna pulire i pavimenti della stanza. Si usa il cencino per spolverare

Bischero 
Il suo significato dipende dal tono di voce e il contesto in cui viene utilizzato. Per l'opinione comune il bischero è una persona poco acculturata che assume comportamenti sconvenienti, ma anche una persona particolarmente ingenua che si lascia convincere facilmente. Da questa seconda definizione nasce "fare una bischerata", significa che si è fatto qualcosa di stupido senza pensarci ottenendo risultati fallimentari. Il più classico esempio di bischero? Pinocchio. 

Bona! 
Pronunciato sempre come esclamazione ha due significati: Buonanotte e Figuriamoci! sopratutto in risposta a qualcuno che ha detto qualcosa di stupido/inutile. 

Dare le paste
Stravincere, aver sconfitto gli avversari con così tanto anticipo che rimane ancora il tempo per cuocere la pasta asciutta. Quindi cosa fa Beyoncé con le altre Destiny's Child? Gli dà le paste! 

Buhaiolo/Buhaiola 
Bastardo/a, stronzo/a, maiale/a. I bucaioli erano i negozianti che avevano la loro bottega nelle tipiche buche di San Lorenzo, dei negozi posti al di sotto del livello stradale (tuttora esistenti). Si dice che all'ora di pranzo passavano dei carri con le vivande che urlavano "Buhaioli... c'è le paste". Un'altra versione dice che il termine si riferiva ai lavoratovi che riempivano le buhe delle strade. Al giorno d'oggi il significato è cambiato molto e può essere tranquillamente utilizzato per indicare Belén. 

L'è maiala
Si usa per descrivere una situazione molto difficile, qualcosa di complicato da risolvere. Ad esempio, la cellulite di Valeria Marini l'è maiala, maialissima. 

Dilladarno 
Si utilizza per indicare l'altra parte della città, la zona di Oltrarno che, appunto, si trova oltre il fiume Arno. Attualmente è una delle zone più in della città, frequentata da molti Fiorentini che preferiscono evitare il lato de i' duomo perché piena di turisti. Quindi se Blair Waldorf fosse nata a Firenze, avrebbe vissuto in Oltrarno. 

I' Trombaio
No, non è un nomignolo che i Fiorentini hanno datto a Rocco Siffredi, ma viene utilizzato per indicare l'idraulico, che probabilmente qualcosa con le casalinghe avrà fatto per meritarsi questo nomignolo, ma questo a noi non è dato saperlo. 
 
Pottino
Il pottino è l'adolescente che si comporta e si veste come un adulto con abiti esclusivamente firmati. A Firenze i pottini frequentano i licei del centro storico e passano il sabato sera nel priveé del Tenax (nota discoteca fiorentina frequentata dai liceali ndr.) 

Questi sono solo alcune delle parole e modi dire utilizzati dai fiorentini che mi è capito di ascoltare durante questi miei quattri anni nella culla del Rinascimento. Ovviamente le opzioni sono tante, e se volete approfondire potete consultare il Vohabolario Fiorentino, un vero e proprio dizionario di fiorentino realizzato da un gruppo di amici. 

L'Appuntamento con Living in Florence è per la settimana prossima, hola hola vò a dormì nell'aiola! (cit.)

Vincenzo.
Fonti:  1, 2, 3.