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martedì 12 maggio 2015

Diritti ai ragazzi curvy!

L'altro giorno facevo un giro sui vari siti di e-shopping dedicati alle taglie forti, perché non sia mai che qualcuno apri un negozio per ciccioni in centro, e mentre visitavo le pagine dedicate alle ragazze, ho notato che i capi erano fatti bene, carini e in un certo modo rispecchiavano la "moda del momento",  mentre nella sezione dedicata agli uomini c'erano degli scorfani allucinanti che nemmeno nei magazzini di Desigual.  Non vi nascondo che mi è presa la depressione. E ho tirato pure qualche parolaccia, forse un po' troppe. 

Sarà perché faccio parte della categoria, ma trovo questa differenza e questa disparità di trattamenti assolutamente sbagliata, d'altronde abbiamo sdoganato il leggings per tutte le taglie, perché non sdoganare una sezione ASOS dedicata agli amici ciccioni? 

Ovviamente in giro per il world wide web ci sono moltissimi siti che offrono outfit anche per i più rotondi, basta saper scegliere, dunque, siccome ormai sono diventato il paladino dei ciccioni, ecco una lista degli e-shop che di solito uso per comprare vestiti: 



Kiabi (kiabi.it)
È un e-shop molto carino, forse uno dei pochi che si preoccupa di realizzare qualcosa di vagamente decente anche per gli amici plus sizes. I prezzi sono veramente vantaggiosi, la qualità è quella che è, ma per comprare tre/quattro magliette da indossare tutti i giorni va più che bene. Le taglie vanno dalla S alla 6XL, quindi ce n'è per tutti. 

Bonprix (bonprix.it) 
Il sito più amato dalle casalinghe d'Italia e non ha anche una sezione dedicata agli uomini, più pensata per i mariti pantofolai, a dire la verità ma, cari amici curvy ventenni, scavando si trovano delle cose molto carine e i prezzi sono più che abbordabili. 

Big&Tall Order (bigtallorder.co.uk)
Il sito è completamente in lingua inglese, quindi se non siete molto pratici con la lingua dovete armarvi di pazienza, ma si trovano delle cose veramente carine, e il numero di taglie disponibili è veramente alto, infatti quando trovo qualche capo di cui non è più disponibile la mia taglia mi sento magrissimo, le botte di autostima che non potete capire, i prezzi sono un po' più alti, ma la qualità di parecchi capi è decisamente migliore. 

Ralph Lauren (ralphlauren.com)
Strano ma vero, ralph lauren ha un'intera sezione dedicata ai cosidetti Big&Tall con i capi storici del brand che vengono riproposti in taglie più grandi. I prezzi sono quelli che sono, ma inutile dire che la qualità è meravigliosa. Ho acquistato numerosi capi su questo sito e non me sono mai pentito. Vi consiglio di prendere sempre una taglia in meno rispetto alla solita perché quelle riportate sul sito sono francesi, più grandi di una taglia rispetto a quelle italiane. La cosa più bella? la spedizione velocissima, massimo quattro giorni. 

Macy's (www1.macys.com)
Probabilmente non ha bisogno nemmeno di presentazioni, e devo dire che il reparto Big&Tall è veramente ben fornito, con numerosi brand e una vasta selezione di capi -anche se in molti casi si rischia di cadere nel "nonnino in pensione- dunque bisogna scavare a modino. L'unica pecca sono i tempi di spedizioni, circa un mese, perché la merce viene spedita dagli Stati Uniti. Non c'è invece nessun problema con la dogana, passano tranquillamente senza problema, quindi non c'è da preoccuparsi.

Vi confesso che, mentre scrivevo questo post, mi sono sentito più o meno così: 

paladino dei ciccioni alla riscossa!

martedì 3 febbraio 2015

Intervista a Vahan Khachatryan, l'arte del fare moda.

A tutti quelli che pensano che il fashion system sia un mondo patinato. A tutti quelli che pensano che disegnare un capo sia una cosa semplice, come si faceva con Gira la Moda, quando bastava girare i cerchi concentrici, stenderci su un foglio e ricalcare con un carboncino l’abbinamento scelto. A tutti quelli che non fanno differenza tra un abito e una pochette perché li credono entrambi, accessori con cui abbellire il corpo. A tutti quelli che pensano che la moda sia solamente quella che sfila in passerella. A tutti quelli che apparire prima di tutto, poi l’essere che ben venga. Io rispondo Vahan Khachatryan, con la speranza che possano recuperare da lui un sano significato di moda.

 Chi è Vahan Khachatryan? Abbiamo provato a fare la domanda al diretto interessato e siamo rimasti sorpresi dall’umiltà con cui ci ha risposto, lui che sa bene quanto nella moda non basti avere un nome comune, ma è necessario legare a quel nome delle abilità eccezionali, una dote immensa ed uno sforzo costante.

“Il mio marchio è nato due anni fa, quando ho deciso di tornare a casa mia in Armenia. Mi sono formato in Italia ma poi ho deciso di abbandonarla, scoraggiato dall' infinito iter burocratico che avrei dovuto superare e dalla critica situazione economica di questo Paese. E poi ho pensato che a casa mi sarei sentito più rilassato. A Yerevan ho cominciato a lanciare le mie prime collezioni e a farmi conoscere fino a quando... eccomi qui! a Roma, a presentare la prima collezione pret-à-porter che sfilerà a marzo a Kiev.”

Ci dice poco di lui, da ragazzo serio e riservato, ma noi lo conosciamo bene e non intendiamo tacere su nessuna delle sue virtù. Vahan nasce a Yerevan, in Armenia, e mostra fin da piccolo uno spiccato interesse per la moda, alimentato dai colori della sua terra e dal mito di suo nonno, pittore famoso che non ha mai potuto conoscere. Decide di spostarsi a Firenze per studiare all’Accademia Italiana. Dopo il diploma lavora come fashion designer presso alcune case di moda tra cui Dolce & Gabbana. Forte della sua esperienza ritorna in Armenia, dove fonda il suo brand e lancia le sue prime collezioni. Conquista star e personaggi famosi e diventa un personaggio di spicco nella sua nazione. A Milano nel corso dell’ultima edizione del Festival della Moda Russa riceve uno special award da BoutiqueN30Milano. Ed oggi eccolo a Roma come international guest per presentare la sua collezione al progetto Room Service di Alta Roma, organizzata dalla talent scout Simonetta Gianfelici.





Abbiamo incontrato Vahan in una delle camere del Rome Marriott Grand Hotel di Via Veneto, sede prescelta dal Room Service che quest’anno giunge alla settima edizione. Sotto i riflettori il Made in Italy, declinato e coniugato nelle forme più pregiate e in modo da fondere insieme perizia artigianale e innovazione creativa. Quindici le camere dell’Hotel allestite da altrettanti stilisti emergenti. E già nei corridoi è possibile cogliere un’atmosfera intima e distesa, capace perfettamente di veicolare un’idea di rapporto diretto e familiare tra stilista e cliente. Capace di ricordarci, cioè, che Alta Moda significa sì lusso ma anche sartorialità ed esclusività. Per questo Room Service incoraggia prodotti di pregiata fattura, materiali accuratamente scelti e forme inedite, ben lontane da quella moda pop, scontata e negligente rispetto ai valori di alta qualità e competenza. Quest’anno Room Service ha deciso di premiare il design d’avanguardia russo e dei Paesi dell’ex Urss, includendo nel team di stilisti prescelti proprio Vahan Khachatryan, figura emergente del fashion system russo e giovane promessa tra le più talentuose a livello internazionale.
Vahan si ispira all’arte armena ed esprime non solo se stesso, ma la sua cultura. Recupera le miniature rinascimentali e le applica su forme e tessuti moderni e giovanili, fondendo in un solo capo passato e presente. Omaggio alla storia e omaggio all’innovazione, Vahan sostiene che la sua sia una forma di gratitudine verso un passato che gli ha permesso di essere ciò che oggi è diventato. Un passato che tutti i giovani dovrebbero riconoscere ed apprezzare.


Hai scelto di ispirarti all’arte rinascimentale armena, e proprio il Rinascimento ha fatto da cornice ai tuoi anni di formazione a Firenze. C'è anche un po' di italianità dunque nelle tue collezioni...   
Vivere a Firenze è un esperienza capace di influenzarti profondamente. Chi nasce lì e vive lì spesso perde di vista il valore supremo racchiuso in questa città. A me invece capitava ogni giorno di uscire di casa e di riflettere sulla storia, sull’arte e sui grandi valori che coglievo da tutto ciò che mi stava attorno. Credo che Firenze sia stato per me una musa a continuo tasso di conduzione. Certamente tutti gli stimoli ricevuti qui, sono riemersi nei miei disegni.

Quali differenze hai trovato tra il fashion world italiano e quello armeno?
 (Ride) Non c’è un fashion world armeno!

Questo è un periodo abbastanza critico per quanto riguarda i rapporti tra la Russia e i Paesi Europei, Italia compresa. Ciononostante la moda permette di superare le barriere politiche, ideologiche ed economiche e creare momenti di incontro e di dialogo costruttivo tra queste due culture. Lo ha dimostrato l’entusiasmo che ha accompagnato il Festival della Moda a Milano e la mostra Treasure of Armenia organizzata per Alta Roma. Quali sono le tue considerazioni in merito a ciò?
Penso che attraverso questi eventi la moda riesca a riconfermare il suo carattere universale e incorrotto. Ci sono forme d’espressione come l’arte o la letteratura, che sono prive di interessi particolari e, messe a disposizione degli altri, possono favorire crescita e progresso. La moda rientra tra queste forme d’espressione e attraverso l’incontro tra stilisti stranieri permette di valorizzare le peculiarità di ognuno.

La realizzazione di una collezione richiede moltissimo tempo ed energia. Quali sono gli step che segui per realizzare una collezione? Hai qualche rito particolare? Un porta Fortuna?
Io lavoro come tutti gli altri e non ho degli ingredienti segreti. E' il piacere che mi guida in questo lavoro, anche se spesso è molto impegnativo per me portarlo avanti. Certo è che il tutto si gioca nel momento in cui si crea in me un’ispirazione. Accade tutto nella mia testa, senza che io possa capire come. Ho capito che i viaggi e le esperienze che ho avuto sono confluiti tutti in un calderone da cui ogni tanto si sprigiona un’idea. E da lì che nascono i miei modelli. Ringrazio anche lo staff che mi accompagna in questo lavoro, dato che sarebbe impossibile per me realizzare tutto da solo. Oggi per rimanere ai margini del fashion world è necessario realizzare almeno due collezioni. Le grandi case di moda arrivano a realizzarne anche quattro. E questo per i più piccoli sarebbe un’impresa sovrumana. Ma grazie alla mia squadra riesco a mantenermi ai ritmi richiesti.

Hai realizzato abiti ed outfit per le più importanti star armene. Quale personaggio famoso italiano ti piacerebbe vestire?
L’esperienza mi porta a credere che non è l’immagine della persona che indossa un tuo modello a renderlo importante ma la gratitudine che dimostra. Ho avuto molti clienti e tra tutti questi mi ha reso felice chi mi ha mostrato maggiore riconoscenza. Perché è da li che capisci se il cliente ha apprezzato davvero la tua creazione e non la indossa per semplice apparenza. Se proprio dovessi scegliere un personaggio italiano però scelgo la modella Mariacarla Boscono, che io adoro.

mercoledì 5 novembre 2014

Cinquanta Sfumature di Biondo #8 - I ragazzi ciccioni non possono essere alla moda?

tubino nero alla Kim Kardashian "viva il culo grosso" vs fusione tra TRILO ORRORE e Ma Come Ti Vesti??









Dopo il mio ultimo post riguardo l'obesità e le situazioni incresciose che ogni persona affetta da questa malattia deve vivere ogni giorno sulla propria pelle (potete rileggerlo cliccando qui), mi sento un po' il paladino dei ciccioni. Perché sto usando il termine "ciccioni" da molti ritenuto offensivo? perché è sicuramente migliore rispetto ai simpatici nomignoli o nomi composti che le persone usano quando si ritrovano in presenza di una persona grassa. Una volta, durante un colloquio, l'esaminatore mi disse che una persona con una fisicità esuberante come la mia non sarebbe mai stato adatto per la posizione, e il lavoro si svolgeva in un call center. Quindi, amici, potete usare il termine ciccione senza problemi, perché gli stessi ciccioni sono perfettamente consapevoli della loro condizione fisica e non hanno bisogno dello zuccherino di consolazione. Comunque, questo non è il posto adatto per una lezione di linguistica o sociologia o quel che vi pare, al massimo qui possiamo insegnarvi a farvi la tinta, forse. 

L'altro giorno facevo un giro sui vari siti di e-shopping dedicati alla moda taglie forti, perché non sia  mai che qualcuno apri un negozio per ciccioni in centro, e mentre visitavo le pagine dedicate alle ragazze, ho constatato che i capi erano fatti bene, carini, anche alla moda, nella sezione dedicata agli uomini invece c'erano degli scorfani che manco ai mercati generali il venerdì mattina. Non vi nascondo che mi è presa la depressione. E ho tirato pure qualche parolaccia. Molte. Troppe. 


martedì 12 agosto 2014

"Settimo cielo è un piano troppo basso": Cristiano Rinaldi si racconta e svela le novità YES I AM

Photo courtesy of Cristiano Rinaldi

Abbiamo conosciuto Cristiano Rinaldi lo scorso giugno in occasione di Pitti Uomo 86 (di cui potete leggere cliccando qui) e siamo diventati grandissimi fan del progetto YES I AM che il giovane pescarese sta portando avanti in collaborazione con il fotografo di moda Johan Anastasiadis. Durante questa estate dalla temperatura bislacca, la macchina di lavoro che si nasconde dietro il marchio è rimasta attiva per lavorare alla collezione fall/winter che sarà presentata il prossimo Ottobre. Abbiamo dunque deciso di chiedere a Cristiano come precedono “i lavori” e di fare una sorta di fashion update.

Dopo il successo della collezione Summer 2014 e della capsule collection con Alberto Chessa, Yes I Am si prepara a lanciare la nuova collezione Fall/Winter.
Come hanno risposto i giovani alla collezione estiva e quanto è servito questo successo iniziale a spingerti ad andare avanti?
Inaspettatamente la collezione estiva ha riscosso un grandissimo successo, siamo ancora gasatissimi e contenti! Vendere piu di trecento swimsuit non è cosa da poco, specialmente per dei ragazzi molto giovani come noi. Ovviamente in questo felicissimo clima è stato impossibile non gettare un occhio al futuro, e infatti stiamo già lavorando a pieno ritmo per la prossima collezione. 

La collaborazione con Alberto Chessa* ha avuto un ottimo riscontro e la fantasia Emoticon che avete proposto è sicuramente uno dei trend di quest'estate. Avete intenzione di replicare l'esperienza coinvolgendo altri blogger? 
Definisco l'esperienza fatta con Alberto "inevitabile". Oltre ad essere una persona di cui ho moltissima stima, è un amico, e in più condivide anche i miei gusti e le mie idee, sarebbe stato davvero impossibile far sì che lui non ci mettesse le mani e addirittura ce le rimetta. Tuttora gli chiedo sempre qualche consiglio quando si tratta di prendere qualche decisione legata al brand, ormai fa parte della famiglia. Altre collaborazioni sicuramente ci saranno, non ne ho in programma ancora nessuna ma lascio la porta aperta alle proposte! 

*Potete leggere l'intervista realizzata ad Alberto Chessa cliccando qui. 

Yes I Am ha scelto una cover per I-Phone come simbolo del suo marchio, ma si è contraddistinta soprattutto per l'originalità e l’alta qualità dei capi. Continuano ad essere questi i principi a cui si ispira il brand o si aggiunge un’altro ingrediente? 
Assolutamente sì. Le iPhone cover sono state per noi l'elemento caratterizzante e rappresentativo del brand, ma abbiamo deciso di cambiare e presenteremo una vera e propria collezione, composta da iPhone cover ma anche da T-Shirts, Felpe, Accessori, collegati tra di loro da un'inspirazione comune.
Per noi questo è molto importante, abbiamo necessità di far capire al nostro pubblico che siamo un brand e produciamo una vera e propria collezione, non solo delle iPhone case al quale poi si abbina qualcos'altro.
Photo courtesy of Cristiano Rinaldi 
Secondo te la cover iPhone giusta può rendere un outfit più interessante oppure è indifferente? La cover fa l'outfit? 
"Bella questa domanda, anche un po' cattiva!" (ride) (cit.). Forse andrò contro i miei interessi, ma la cover non fa l'outift, piuttosto ne è un "indice". C'é chi la abbina allo smalto, chi agli accessori, personalmente amo così tanto il design Apple che non riesco a tenere una cover per troppo tempo, però quando la uso voglio che sia cool, e non per forza abbinata ai miei outfit perché altrimenti dovrei avere un armadio pieno di cover, ne cambio troppi! 


Ci puoi dare qualche anticipazione riguardo i temi principali e le fantasie che avete deciso di utilizzare per la nuova collezione? 
Tutti i dettagli saranno svelati il prossimo Ottobre con il lancio della collezione sullo store online e nei nostri rivenditori autorizzati. Posso anticipare che ritornerà a collaborare con noi Giacomo Acquadro, testimonial estivo del brand, a cui si aggiungerà un altro personaggio di fama nazionale. Per il resto... bisogna portare pazienza! 


Nel corso degli anni la moda è diventata sempre più social, un po' come tutti i settori dedicati al consumatore e al fashion world, secondo te che ruolo hanno i social nella promozione di brand giovani ed emergenti come Yes I Am? Sono assolutamente indispensabili o sono un'arma a doppio taglio? 
Assolutamente indispensabili. Sono fondamentali per i brand emergenti e aggiungo, la salvezza dei grandi marchi. In questa digital era siamo tutti piu influenzati a conoscere, e posso ammettere che l'aiuto dei social sia stato veramente il trampolino di lancio del nostro marchio e per questo devo ringraziare Giulia Parigi di Julialovesart, la mia più intima consigliera per quanto riguarda le scelte web del brand. Mi ha sempre dato delle dritte eccezionali e dei consigli molto utili, per non parlare della coordinazione dei blogger di cui si occupa in maniera eccelsa da quasi un anno. E poi Manuel Bifari, il mio Social Addicted preferito! Ne sa una più del diavolo in questo campo e mi ha sempre consigliato bene perché, a dire la verità, di click e visite non ne capisco un tubo! 

mercoledì 25 giugno 2014

intervista al fashion blogger Alberto Chessa

In occasione della presentazione della capsule collection in collaborazione con il brand Yes I Am di Cristiano Rinaldi (di cui potete leggere l'intervista cliccando qui), ho fatto qualche domanda al fashion blogger Alberto Chessa di brandnewbrand.com.  Ora, lo so che i Fritti Misti e i fashion blogger non vanno molto d'accordo ma, insomma, ogni tanto un peccato possono permetterselo anche loro, that's why Alberto ha accolto me e la mia accompagnatrice Marilea con un sorriso smagliante e ci ha salutato con il suo accento sardo, si è anche lasciato sfuggire che non conosceva il nostro blog, ma noi lo abbiamo perdonato perché anche lui è "nuovo del mestiere". Subito dopo ha risposto volentieri alle mie domande... un po' birbantelle, devo ammetterlo 

Lo swimsuit e la cover iPhone di Alberto Chessa for Yes I Am


Com'è nata la collaborazione con il marchio Yes I Am? Perché avete deciso di collaborare?
Io e Cristiano, oltre che colleghi, siamo amici quindi abbiamo pensato subito di collaborare. All'inizio avevamo un'idea completamente diversa, sono un assistente di volo, e quindi avevamo pensato di realizzare uno slip con aerei, jet e simili proprio per richiamare quella che è la mia vita, solo successivamente ci è venuta in mente l'idea delle emoticon che sono molto utilizzate dai giovani sui social come Instagram e Facebook.

courtesy of Albeche80's IG profile
Avete intenzione di proseguire con la vostra collaborazione o vi fermerete con questa sorta di capsule collection?
Io sono solo il primo di altre collaborazioni. Per l'estate abbiamo pensato al costume, per l'inverno ci sarà un altro prodotto che sarà realizzato in collaborazione con un altro blogger e così via. Le cover resteranno una costante proprio perché sono il simbolo di YES I AM.

Hai qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere questa strada... tortuosa?
È molto tortuosa, me ne sto rendendo conto. Secondo me deve rimanere una sorta di gioco, un passatempo, per cui comunque bisogna impegnarsi e fare le cose per bene. Un gioco fatto bene, ecco.




courtesy of Albeche80's IG profile
Chi salvi tra Filippo Flora e Filippo Cirulli di TheThreeF e Mariano di Vaio?
Mariano Di Vaio perché ormai non è più un semplice blogger, è diventato qualcos'altro.

Chi butti giù dalla torre tra Chiara Biasi e Chiara Ferragni?
Chiara Biasi perché sul suo conto ho sentito dire delle cose che non mi sono piaciute molto.

Posso scriverlo tranquillamente che ti sta antipatica?
Certo, tanto non saprà nemmeno chi sono! (ride) 

Ringrazio Alberto per la disponibilità e vi invito a seguirlo sul suo fashion blog The Brand New Brand e sui vari canali social con il nick Albeche80. Ne vale la pena, fidatevi di comare V vostro. 


Vi ricordo che potete acquistare le cover per iPhone 4s/5s e gli swimsuit di Yes I Am qui:
 http://www.yesiam.bigcartel.com/

E se qualcuno di voi ha voglia di regalarmi la cover per iPhone con le meduse che trovo toppissima, fatemelo sapere inviandomi una mail a: aspirantebiondo@gmail.com <3

Alla prossima settimana! 

Vincenzo.  

Si ringrazia Julialovesart per la collaborazione.