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martedì 16 giugno 2015

Hollywood e le storie d'amore che furono

Il post di oggi è dedicato all'amore, quel sentimento così bello e allo stesso tempo straziante. Nella vita tutti abbiamo avuto quella storia d'amore così bella ma con così poche speranze che arrivati al capolinea abbiamo continuato tranquillamente per la nostra strada, più o meno. Queste cose succedono anche a Hollywood, tra quelle superstar che tutti i giorni ammiriamo, imitiamo, critichiamo, perché a Cupido cazzogliene se ti chiami Madonna o Titina del terzo piano? 

Ecco quindi una lista delle mie storie d'amore finite preferite made in Hollywood (chiamate la neuro).

♥ Britney & Justin 



Adorabili, semplicemente adorabili. Si sono conosciuti da piccoli, 13 anni lui, 12 lei, al Mickey Mouse Club e sono rimasti buoni amici anche dopo la fine dello show Disney. Si sono rincontrati qualche anno dopo negli uffici della loro casa discografica ed è scoppiato l'amore: dal 1999 al 2001 erano praticamente ovunque, iconiche sono le loro apparizioni e i loro photoshoot. Nel 2001 avevano in progetto un singolo in collaborazione, ma poi, secondo alcuni voci, più o meno confermate, Britney  ha tradito Justin (MA SEI IDIOTAAA??) e i due si sono separati lasciando nel panico milioni e milioni di fan, me compreso, ma a Britney si perdona tutto perché è semplicemente favolosa. 

Jennifer & Brad 


Io li amavo profondamente, entrambi famosissimi, entrambi bellissimi, entrambi ricchissimi, entrambi biondissimi. La coppia perfetta. Cominciai ad adorarli quando per puro caso beccai l'episodio di Friends in cui Brad era guest star e ci rimasi malissimo quando le voci sulla loro rottura vennero confermate perché realizzai che anche i biondi, ricchi e famosi soffrivano e, visto che già a quei tempi pensavo che da grande avrei voluto essere biondo e fare l'ereditiere professionista, non riuscivo proprio a spiegarmelo. 

martedì 10 marzo 2015

Cinquanta Sfumature di Biondo #16 - Lui stava semplicemente chiedendo una caramella



Qualche giorno fa ero sull'autobus per andare a lavoro, la sera prima avevo fatto tardi, molto tardi, e l'unica cosa che il mio cervello era in grado di fare era localizzare il bar più vicino in cui rimediare della caffeina. Stranamente quella mattina l'autobus era abbastanza vuoto, ed era popolato dalle solite tipologie di persone che affollano i trasporti pubblici: lo studente universitario hipster che sta andando a lezione, l'impiegata pubblica che si ritocca il trucco prima di scendere perché vuole far morire di invidia la collega della scrivania accanto, la vecchietta che sta andando a fare da babysitter ai nipotini. La mia attenzione viene però catturata da un bambino che, insistentemente e molto chiaramente, chiedeva al babbo che lo teneva in braccio la possibilità di avere una caramella. La risposta era negativa, erano le nove del mattino, e allora il bambino ha cominciato a fare qualche moina, si è agitato un po' e a un certo punto si è alzato ed è andato dal signore seduto dall'altra parte del corridoio: "Babbo voglio una caramella" ha detto, "Che ti ha detto Babbo Michele? è troppo presto e dopo ti fa male la pancia" gli ha risposto, poi si è avvicinato all'orecchio del bimbo, ha bisbigliato qualcosa e si sono messi a ridere. Il bimbo è tornato al posto di prima, si è seduto in braccio e a pieni polmoni ha esclamato "Ha detto Babbo che me le compra appena ti lasciamo al lavoro" facendo una linguaccia a Babbo Michele che si è messo a ridere guardando l'altro babbo. 

Quella mattina ho pensato molto a quel bambino e alla sua naturalezza. Era un bambino assolutamente sereno, tranquillo, che non chiedeva altro che una caramella. Qualche sguardo basito tra le altre persone presenti sull'autobus c'è stato, sarebbe ipocrita nasconderlo, ma forse il punto è proprio questo, al giorno d'oggi i politici, la società, noi adulti sprechiamo il nostro tempo a giudicare, a cercare dimostrare -con metodi allucinanti-quanto il matrimonio e le adozioni per le coppie omosessuali siano sbagliate, e a controbattere con metodi altrettanto discutibili. In realtà la cosa andrebbe vista dal punto di vista di quel bambino vestito bene con il caschetto castano e la faccia vispa che sapeva il fatto suo: lui stava semplicemente chiedendo una caramella ai suoi babbi

mercoledì 3 dicembre 2014

Cinquante Sfumature di Biondo #11 - le 5 cose da fare ASSOLUTAMENTE a Natale


Inutile negarlo, le strade cominciano ad essere addobbate, le lucine da esterni hanno fatto la loro comparsa, i babbo natale made in china stanno scalando le finestre delle case e All I Want for Christmas is You di Mariah Carey è stata aggiunta alle playlist di ogni essere umano sulla faccia della terra: il periodo natalizio è arrivato. E se la maggior parte di noi è emozionata all'idea di sorseggiare una cioccolata calda accompagnata da biscotti alla cannella riscaldati dal caldo fuoco del cammino, altri stanno già preparando il costume verde del Grinch, d'altronde ognuno è fatto a suo modo. Ma quali sono le cose da fare assolutamente durante le vacanze di natale? Andiamo nel dettaglio: 

1. Mangiate 
Come dei gladiatori nell'arena, avete lottato contro i carboidrati e i grassi saturi fino allo sfinimento. A un certo vi siete anche rassegnati perché "sticazzi tanto è settembre", ma vi siete risvegliati al pensiero che mancano solo sei mesi alla prova costume, beh amici fregatevene, sfondatevi e mangiate alla faccia di tutta la merda che vi è caduta addosso nel corso del 2014. Ve lo siete meritato. 

2. Innamoratevi della città
Durante le settimane di lavoro andate sempre di fretta, non avete mai tempo, ma le vacanze di natale sono l'occasione perfetta per passeggiare e assaporare i dettagli della vostra città, le finestre dipinte del colore sbagliato, i balconi addobbati e, perché no, le scritte e i graffiti che colorano e danno anima al corredo stradale, a Natale ha tutto un aspetto diverso, anche i cartelli stradali trasformati in simpatiche vignette. 

3. Restate a casa
Se durante l'anno siete degli animali da festa, impegnatissimi e attenti a non trascurare i vostri rapporti sociali, a Natale restate a casa a guardare un bel film o a chiacchierare con i vostri parenti, vedrete che vi piacerà. Si sa, i parenti spesso sanno essere un po' serpenti, ma in fondo l'amore è reciproco. 

4. Coccolatevi
Fatevi un caldo e lungo bagno, indossate le pantofole tutto il giorno, fate qualche pisolino pomeridiano, e concedetevi un po' di cioccolato fuori pasto. È Natale, coccolatevi! 

5. Dite ai vostri genitori che gli volete bene
Forse ogni tanto lo date un po' per scontato, non gli date peso perché sapete che è così ma, fidatevi, ogni tanto abbracciare la propria mamma, dargli un bacio sulla guancia e ricordargli il vostro amore fa bene al cuore. E fatelo anche con il vostro papà, non lo ammetterà mai, ma apprezzerà. Apprezzeranno. 

Ah, dimenticavo 




Ci leggiamo a Gennaio! 

mercoledì 19 novembre 2014

Cinquanta Sfumature di Biondo #10 - Il mio è un condominio "colorato"

Il mio è un condominio colorato. Tutti gli appartamenti si affacciano su una corte interna che spesso diventa location di simpatici teatrini e episodi raccapriccianti. I maggior frequentatori del piccolo cortiletto sono i bambini, Davide, figlio della simpatica coppia di napoletani che abita al piano terra e Giovanni, figlio della passionale coppia del terzo piano che manda i figli a fare sport per dedicarsi alla vita sessuale. Poi c'è il sedicenne biondino con occhi azzurri del primo piano che fa impazzire la nipote del signore anziano del secondo piano. Ogni tanto spuntano delle scritte "Sei bellissimo" o "Scusa ma ti chiamo Amore", tutti sappiamo che l'autrice è lei, ma facciamo finta di niente, d'altronde è bello essere innamorati, no? La fidanzatina del giovanotto non è molto d'accordo, come biasimarla, deve pur difendere il proprio manzo, ed è sempre un colpo al cuore vedere la giovane innamorata piangere e disperarsi quando si accorge che il suo Romeo ha portato Giulietta a casa e continua ad ignorarla, ma in fondo ci siamo passati tutti, e lui si pentirà della sua scelta. C'è anche l'attempata signora del palazzo di fronte che, appena vede un essere umano pene-dotato, si affaccia al balcone per mostrare la sua collezione di costumi da bagno tra cui vi è anche un bellissimo completino di strass Seduzioni Diamonds by Valeria Marini e noi tutti non vediamo l'ora di vedere gli outfit che pian piano sfoggerà durante questo lungo e freddo inverno. 
Nei condomini delle grandi città ci vivono un sacco di famiglie, e con il tempo si impara a conoscere i loro componenti, a scoprire piccoli aneddoti o abitudini, a volte quasi ne senti la mancanza. 
Chissà come vengo ricordato io dagli altri condomini, probabilmente come quello svitato che ascolta Britney a tutto volume e fa le pulizie alle dieci di venerdì sera, ma va bene così, dopotutto io conosco tutti i dettagli della vita sessuale della passionale coppia del piano di sopra, mi sembra giusto che anche loro sappiano qualcosa di me.

Ogni riferimento a persone cose è puramente casuale, questo post nasce con l'intenzione di suscitare qualche sorriso e non querele. Volemose bene! 

mercoledì 24 settembre 2014

Cinquanta Sfumature di Biondo #4 - L'amore ai tempi dei mezzi pubblici.

Questa è la storia di un amore. Un amore non corrisposto. O corriposto a metà.
Sono le otto del mattino e, con la faccia assonnata e la testa tra le nuvole, riesci a trovare un posto sull'autobus affolato e ricco di odori agrodolci. Ti guardi intorno, la musica scorre veloce dalle cuffie, e la tua attenzione viene attirata da una persona, quella persona. 
Comincia un'analisi ottica dettagliata da far invidia alle migliori macchine investigative del FBI. Sta leggendo un libro di letteratura inglese: è intelligente, ha le mani curate e ordinate: la mattina si lava, si veste bene: ha buon gusto, è altamante pisellabile: sto già organizzando il matrimonio. Grazie Cupido, Grazie Maria! Pensi già alle bomboniere, al ristorante e al fatto che affiderai qualche mansione a tua socera, qualcosa di semplice, il matrimonio è tuo e devi stabilire tutto tu. Location in riva al mare come in Beautiful o castello sfarzoso in stile vittoriano come nel Boss delle Cerimonie? La scelta è difficilissima. Nel frattempo, hai già deciso dove ordinare la torta e programmato il menù del ricevimento, una cosa semplice, magari del pesce, niente finger food perché la gente non deve andare via affamata. Gli invitati! oh mio dio, bisogna fare una lista, scegliere le damigelle, i testimoni, cosa si mettono le damigelle? 
Mille pensieri passano per la tua testa, e nel frattempo è cominciato uno strano gioco di sguardi, vi guardate a vicenda, vi sorridete, decidi di distogliere lo sguardo perché la figura dell'allocco anche no, e che cazzo, poi però fai una strana mossa e, più che allocco, fai la figura dello spastico, fa nulla, non ci pensi, tanto lo sai che ti trova irresistibile, Anastasia Steele e Cristian Grey non sono nessuno, ma chi li conosce a 'sti debosciati, voi siete molto meglio, che coppia, ragazzi, che coppia, meglio di quelle di cui raccontano le canzoni. Voi due tre metri sopra al cielo, Step e Babi scansatevi. E all'improvviso il dramma: il bus è arrivato alla sua fermata, vi lancia un ultimo sorriso e scende. Lacrime, dolore, dispiacere, in un attimo tutti i vostri progetti, i vostri desideri, il vostro futuro non esiste, è tutto finito, l'amore è andato via ed entrambi non potete nasconderlo. La distruzione emotiva e mentale. Fermata successiva, si aprono le porte, sale un'altra persona interessante ed è subito: 

 *traduzione: Dove sei stato per tutta la mia vita?

Vincenzo.

mercoledì 17 settembre 2014

Cinquanta Sfumature di Biondo #3 - L'Amore basta.

photo credits Mary Ann Buffman

Dovete sapere che io vivo in una zona di Firenze abbastanza residenziale, vicina al centro, ma con pochi turisti e tante famiglie, nuove e non. È proprio un bel posto, sopratutto perché riesci a stare in contatto con i fiorentini veri, quelli che nella culla del Rinascimento ci sono nati e cresciuti. Come ogni ventenne single che è innamorato della sua città, molto spesso mi capita di ritrovarmi in giro per le strade del mio quartiere per una semplice passeggiata, per la spesa o per altre commissioni, la maggior parte delle volte non faccio caso alla gente per strada, sono troppo impegnato ad ascoltare la playlist del momento sul mio iPod, però l'altro giorno sono rimasto piacevolmente colpito. Ero al semaforo, come al solito in ritardo con la testa piena di pensieri e quel pizzico di malinconia che da sempre mi porto dietro, e la mia attenzione viene attirata da una coppia anziana, avranno avuto entrambi una una settantina d'anni, lui indossava un elegante abito nero, capelli pettinati, e un adorabile fazzoletto con stampa vittoriana che usciva fuori dal taschino della giacca, lei era vestita di bianco, con una borsa beige abbinata perfettamente alla scarpe, uno chignon teneva fermi i capelli e un filo di rossetto rosa colorava le sue labbra. Si tenevano abbracciati e sorridevano molto affettuosamente. Curioso come sono, ho spento la riproduzione casuale dell'ipod e mi sono messo ad ascoltare la loro breve conversazione: "Ti ricordi quel posto?" dice lui indicando un moderno negozio di telefonia su cui sopra l'insegna tecnologica era appoggiata una vecchia cornice di legno con scritto Emporio, "Certo, e ti ho amato dal primo giorno" risponde lei. I due hanno poi hanno proseguito imboccando il viale, non li ho più rivisti, ma negli ultimi giorni ho pensato molto a loro. Ho pensato alla loro storia, al loro amore, che sicuramente avrà attraversato numerose tempeste, al loro amarsi ancora nonostante il tempo, nonostante tutto. E mi ha dato speranza, mi ha aiutato a comprendere che forse qualcosa (o qualcuno) arriverà, che tutti, dico proprio tutti, siamo destinati a trovare l'amore perché fa parte di noi, noi stupidi essere umani ne abbiamo proprio bisogno. Sì, l'amore basta, nonostante tutto. 

Vincenzo.

domenica 25 maggio 2014

Che bastardi questi social network

Viviamo in un modo sempre connesso in cui tutti sanno tutto di tutti e tutti si fanno i ca**i di tutti (in senso figurato e allegorico). Viviamo con il bisogno costante ed incessante di condividere con gli altri ogni singolo aspetto della nostra vita, e non lo facciamo per egocentrismo come sostengono in molti, piuttosto perché lo fanno tutti, e allora ci accolliamo anche noi l'impegno di condividere con i propri amici l'indirizzo del ristorante cinese con menù all you can eat in cui abbiamo pranzato allegando una banale didascalia o una foto con le pietanze mangiucchiate (rigorosamente con il filtro Valencia applicato, chiaro). Il culmine viene raggiunto quando ci si fidanza, sorvolando sulla fase stalking iniziale, da quel momento parte un ciclo di condivisioni che inizia su Facebook, passa per Instagram e finisce su Twitter. Regali di Natale e derivati, la location di una cena romantica, le facce stanche (e/o buffe) mentre si è in coda in macchina, addirittura su Instagram impazza l'hashtag #aftersex grazie a cui gli utenti pubblicano selfie con le loro bellissime facce post-coito, siamo finiti al punto di dover condividere tutto. 
La mia domanda è: siamo ancora in grado di innamorarci e di amare senza l'aiuto della tecnologia? Mi vengono in mente i nostri genitori, loro si sono innamorati senza whatsapp, wechat e derivati, si sono innamorati guardandosi in faccia, senza nascondere i propri sentimenti dietro lo schermo di uno smartphone, mentre noi abbiamo davvero sostituito gli sguardi rubati, i sorrisi dolci e i baci lunghi da rimanere senza fiato con il suono di una notifica? L'altro giorno una mia amica mi raccontava del panico che l'assale quando il suo ragazzo legge i messaggi ma non risponde e in alto appare la scritta "Ultimo accesso alle ore ...", mi ha raccontato dei film mentali che partono nella sua testa e del suo sentirsi una cretina quando scopre che in realtà stava dormendo/giocando alla playstation/facendo altro e ho realizzato che lei non è la sola, anzi, io sono esattamente così, uguale, spiccicato. Mi sono venuti i brividi.  
 Il bello, però, arriva quando una relazione finisce e si è costretti a dover cancellare tutti gli account social di quella persona, quella che fino a pochi giorni fa era tutto per te. Poi capita anche che non ce la fai a cancellarli, non ci riesci proprio, e allora sei lì che controlli cosa fa, con chi, quando, perché, non per interesse, ma per capire se sta soffrendo come te, se sta ascoltando il Greatest Hits di Laura Pausini con il rischio di sfratto. 
Io, come tutti ormai, uso i social tutti i giorni, sarei ipocrita a non ammetterlo, ho addirittura aperto un blog, ma ultimamente mi sto rendendo conto che condizionano enormemente la vita, amorosa e non, sopratutto quando si attraversa un periodo così così, perché uno le ferite le deve avere, aiutano a crescere, ma sarebbe meglio potersele leccare senza rischiare di procurarsene altre. Che bastardi questi social network.

Vincenzo.