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mercoledì 3 giugno 2015

Avoid Humans, il sito web che ti aiuta ad evitare gli altri esseri umani

Photo credits to creativity-online.com


"È il sito web della mia vitaaaaahhhh!" 

È proprio quello che ho pensato quando, per purissimo caso, manco mi ricordo come, mi sono ritrovato su avoidhumans.com. Detesti i locali pieni di gente? vorresti seppellirti quando entri un ristorante e incroci un tavolo di famigliole felici con bambini piccoli? Nessun problema, avoid humans combina i check-in di foursquare, instagram, altri social e ti dice quali locali sono meno affollati e più tranquilli. 

Il meccanismo è semplicissimo: basta accedere al sito, attivare la geolocalizzazione (funziona anche da mobile) e aspettare che appaia la lista dei locali meno affollati. Come capire quale locale è il giusto che fa per voi? Ogni locale presente nella lista è contrassegnato da un colore, un po' come i film di Renato Pozzetto su Rete4 per intenderci: 


Se il locale che avete scelto è contrassegnato dal bollino verde, miei cari amici, potrete fare i cazzi vostri in santa pace. Il bollino giallo, invece, lascia a voi la scelta, a vostro rischio e pericolo. Se invece il bollino è rosso, scappate il più lontano possibile! 

Ovviamente, e ci tengo a precisarlo, affinché le funzionalità del sito siano effettive, bisogna trovarsi in zone abbastanza affollate o comunque in città, dopotutto si basa sui check-in degli utenti sui social, e chi avrebbe mai intenzione di geolocalizzarsi a Frignano Piccolo?*

Io la trovo un'idea geniale e spero che con il tempo il servizio migliori perché l'ho già aggiunto hai preferiti e inserito sullo smartphone. 

Se lo provate fatemelo sapere! 

Vincenzo. 

venerdì 6 febbraio 2015

Living In Florence #11 - Il Rinascimento che incontra la street art

Firenze è la culla del Rinascimento, e le tracce di quel periodo così fiorente sono evidenti in tutta la città, ma ultimamente anche la street art sta muovendo qualche passo tra le strade che un tempo furono attraversate dai più grandi artisti e pittori. Alcuni la reputano una deturpazione pubblica, altri una forma di espressione di un'arte alternativa contraria agli schemi accademici che si esprime in un luogo neutro, che appartiene a tutti, la strada. 
La scena artistica street della bella Firenze è ricca e fiorente, come non menzionare Clet e i suoi adesivi che decorano le insegne stradali prodotte direttamente nel suo laboratorio di San Niccolò? O Il Sedicente Moradi che con le sue installazioni fatte con materiale riciclato dona ancora più fascino ai Lungarni? Ma oltre a questi artisti ben conosciuti e che hanno ottenuto un buon successo anche altrove, mi piacerebbe porre l'attenzione su due artisti -ovviamente anonimi- le cui opere mi capita spesso di trovare durante le mie caotiche e frettolose giornate fiorentine: 

L'arte sa nuotare


photo credits to @vinsss__


Blub è il nome del giovane street artist italiano dietro il progetto L'Arte Sa Nuotare che ha come scopo quello di rendere l'arte accessibile a tutti, di farla scendere dal piedistallo dei musei e suscitare nella persona comune una reazione, un'emozione, un interessamento vero l'arte stessa. Come? raffigurando i grandi personaggi della storia e della musica immersi in acqua con tanto di mascherina! Tra i fortunati troviamo Marylin Monroe, Amy Winehouse, Dante e Beatrice, Leonardo da Vinci e anche quel tocco di gnocco del David. I disegni di Blub spopolano su instagram e all'hashtag #lartesanuotare si possono trovare circa 500 foto che immortalano le sue opere. 

Se avete voglia di scoprire tutti gli altri personaggi, seguite @lartesanuotare su Instagram! 



Enter/Exit

photo credits to @vinsss__


Piccoli disegni apparentemente banali ma con un significato profondo, che può essere diverso a seconda del passante. È probabilmente questa l'intenzione di K. o H., l'artista anonimo che si diverte ad abbellire i muri e le cabine Telecom di Firenze. Disegni semplici, ma in grado di arrivare al cuore del passante con il volare via, il lasciarsi andare, come tema principale di tutte le piccole opere sparse in giro per la città. 
Devo dire che mi piacciono molto questi disegni ed ultimamente mi diverte veramente tanto postare su Instagram una foto allegando una citazione di una canzone/frase che quel determinato disegno mi ricorda. D'altronde sono sempre stato un inguaribile romantico.

Non vi dimenticate di followare l'@aspirantebiondo su Instagram dove potete trovare tante altre foto di #streetart made in Florence e, volendo, anche il mio bellissimo profilo personale @@vinsss__. Se vi va, col cuore (cit.). 

Alla prossima! 

Vincenzo

domenica 25 maggio 2014

Che bastardi questi social network

Viviamo in un modo sempre connesso in cui tutti sanno tutto di tutti e tutti si fanno i ca**i di tutti (in senso figurato e allegorico). Viviamo con il bisogno costante ed incessante di condividere con gli altri ogni singolo aspetto della nostra vita, e non lo facciamo per egocentrismo come sostengono in molti, piuttosto perché lo fanno tutti, e allora ci accolliamo anche noi l'impegno di condividere con i propri amici l'indirizzo del ristorante cinese con menù all you can eat in cui abbiamo pranzato allegando una banale didascalia o una foto con le pietanze mangiucchiate (rigorosamente con il filtro Valencia applicato, chiaro). Il culmine viene raggiunto quando ci si fidanza, sorvolando sulla fase stalking iniziale, da quel momento parte un ciclo di condivisioni che inizia su Facebook, passa per Instagram e finisce su Twitter. Regali di Natale e derivati, la location di una cena romantica, le facce stanche (e/o buffe) mentre si è in coda in macchina, addirittura su Instagram impazza l'hashtag #aftersex grazie a cui gli utenti pubblicano selfie con le loro bellissime facce post-coito, siamo finiti al punto di dover condividere tutto. 
La mia domanda è: siamo ancora in grado di innamorarci e di amare senza l'aiuto della tecnologia? Mi vengono in mente i nostri genitori, loro si sono innamorati senza whatsapp, wechat e derivati, si sono innamorati guardandosi in faccia, senza nascondere i propri sentimenti dietro lo schermo di uno smartphone, mentre noi abbiamo davvero sostituito gli sguardi rubati, i sorrisi dolci e i baci lunghi da rimanere senza fiato con il suono di una notifica? L'altro giorno una mia amica mi raccontava del panico che l'assale quando il suo ragazzo legge i messaggi ma non risponde e in alto appare la scritta "Ultimo accesso alle ore ...", mi ha raccontato dei film mentali che partono nella sua testa e del suo sentirsi una cretina quando scopre che in realtà stava dormendo/giocando alla playstation/facendo altro e ho realizzato che lei non è la sola, anzi, io sono esattamente così, uguale, spiccicato. Mi sono venuti i brividi.  
 Il bello, però, arriva quando una relazione finisce e si è costretti a dover cancellare tutti gli account social di quella persona, quella che fino a pochi giorni fa era tutto per te. Poi capita anche che non ce la fai a cancellarli, non ci riesci proprio, e allora sei lì che controlli cosa fa, con chi, quando, perché, non per interesse, ma per capire se sta soffrendo come te, se sta ascoltando il Greatest Hits di Laura Pausini con il rischio di sfratto. 
Io, come tutti ormai, uso i social tutti i giorni, sarei ipocrita a non ammetterlo, ho addirittura aperto un blog, ma ultimamente mi sto rendendo conto che condizionano enormemente la vita, amorosa e non, sopratutto quando si attraversa un periodo così così, perché uno le ferite le deve avere, aiutano a crescere, ma sarebbe meglio potersele leccare senza rischiare di procurarsene altre. Che bastardi questi social network.

Vincenzo.